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Svizzera: non più solo banche, orologi e cioccolato.

19/01/2018


Un paese con poco più di 9 milioni di abitanti e conosciuto soprattutto per le banche, il cioccolato e gli orologi. Alla lista ora va aggiunta la parola INNOVAZIONE.

Svizzera sul podio dell' Innovazione

La Svizzera è risultata al primo posto nella recente Global Competitiveness Index come la nazione più innovativa a livello mondiale. Sorpresi?

La sua capacità di innovazione e la qualità dei suoi istituti di ricerca sono solo due dei fattori che spiegano questa vittoria. E più in generale, è interessante notare che è l’Europa a tenere le fila nell’innovazione mondiale, con 6 paesi su 10 nella top ten.


Prima per la sesta volta di fila, la Svizzera ha raggiunto il best score quasi in ognuno dei punti chiave analizzati. La sua economia è resiliente, il mercato del lavoro è forte e il popolo e le imprese sono in ottimo stato e assorbono tutto quello che riguarda le nuove tecnologie. I cittadini svizzeri vantano alti standard per ciò che riguarda la salute pubblica e l’istruzione, mentre le varie imprese dimostrano livelli eccellenti nel campo dell’innovazione.


Innovazione e apprendistato: due lati della stessa medaglia

La ripresa economica europea non è solo direttamente collegata agli investimenti fatti nell’innovazione ma anche al miglioramento di quei punti di forza nascosti e a volte sottovalutati. Uno di questi è sicuramente è la vocazione svizzera per il suo sistema ben collaudato di apprendistato.

A differenza di molte altre nazioni europee, in Svizzera, chi non ha voglia di continuare gli studi iscrivendosi alle università, può intraprendere dei corsi di apprendistato e trovare, alla fine del percorso, un lavoro più che buono, e soprattutto qualificato. I corsi combinano teoria e pratica in modo molto equilibrato, con insegnanti e mentor di comprovata esperienza.

Un sistema fortemente radicato nella cultura svizzera e difficilmente esportabile all’esterno dei suoi confini. È così che la Svizzera funziona: per ogni livello lavorativo e per ogni tipo di lavoro, la gente cerca sempre di fare un ottimo lavoro. Un tipo ti approccio al lavoro che risale al Medioevo e che risulta radicato soprattutto nei paesi di lingua tedesca. Non a caso, Germania, Svizzera e Austria sono i paesi con il più basso tasso di disoccupazione in Europa.

Le aziende svizzere sono direttamente coinvolte nell’elaborare e nel selezionare candidati per i programmi di training per più di 200 diverse professioni, dalla ristorazione all’assistenza sociale fino a settori legati all’ingegneria. Infatti, circa il 45% dei fondi investiti nei corsi professionali viene dal settore privato.

L’innovazione nelle nuove tecnologie può così diventare realtà.

Non tutti però vedono questo approccio come al passo con i tempi: la digitalizzazione e l’evoluzione tecnologica stanno creando lavori più tipicamente digitali e quindi poco legati all’artigianato. Ma la Svizzera ha un sistema molto flessibile e sensibile: per chi ha fatto un corso professionale non è difficile decidere di fare un corso universitario in una seconda fase della propria vita.

Il primo robot commestibile è Svizzero

Gli ingegneri dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL) hanno realizzato il primo robot commestibile al mondo. In futuro infatti, sarà in grado di operare all’interno del nostro corpo o consegnare cibo a domicilio, per poi essere a sua volta ingerito. Composto unicamente di materiali edibili – si tratta di un mix insapore di glicerina, gelatina e acqua – il prototipo presentato dai ricercatori del Laboratorio di Sistemi Intelligenti dell’EPFL non è tossico, è biodegradabile, biocompatibile ed ecologicamente sostenibile.




Il primo esemplare al mondo si muove grazie ad attuatori pneumatici – le due grandi dita che afferrano la mela – realizzate con un mix di gelatina, glicerina e acqua. L’attuatore si piega quando è gonfiato, e si “rilassa” quando si sgonfia: in questo modo, attraverso l’aumento o la diminuzione della pressione, il robot morbido dell’EPFL può piegarsi e afferrare oggetti più o meno fragili senza intaccare la loro struttura.

Il primo e più scontato utilizzo che viene in mente per questo robot è quello medico. I ricercatori dell’EPFL sono sicuri che in futuro diverse cure mediche e anche diversi controlli passeranno dalla robotica edibile. Potremo, ad esempio, mangiare questi dispositivi per curare le patologie dell’apparato digerente.

Da tempo il team di ricercatori svizzeri lavora per rendere commestibile ogni parte dei robot. Batterie, sensori, transistor e elettrodi, tutti masticabili e digeribili:  ma questa è la prima volta che si può mangiare anche l’attuatore, ovvero il meccanismo che serve a mettere in azione la macchina. E che, oltre ad avventurarsi nel corpo umano, potrà essere utilizzato per una serie di compiti differenti.

«I materiali utilizzati per tali robot commestibili potrebbero essere mescolati con componenti nutrizionali o farmaceutici digeribili o metabolizzabili – spiega Dario Floreano, a capo del team – Tra le potenziali applicazioni troviamo dei robot usa e getta utili per l’esplorazione, robot digeribili dall’uomo o dagli animali per scopi medici e per il trasporto di alimenti in cui il robot stesso risulta essere cibo».

In pratica, un concept di questo tipo potrebbe servire anche a sviluppare robot in grado di fornire soccorso in ambienti ostili e poi degradarsi senza inquinare. O nuove forme di packaging per la consegna del cibo, per risparmiare sui carichi di trasporto.