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Il futuro dello IoT: ostacoli e trampolini verso il traguardo.

11/01/2018


Non c'è niente di più difficile da condurre, né di più dannoso da gestire, dell'iniziare un nuovo ordine di cose.”

Niccolò Machiavelli


IOT E SENSORI: UN CONNUBIO IMPORTANTE

Queste parole le potrebbe avere dette Machiavelli se avesse voluto parlare dell’Internet of Things. Così come il grande scrittore, pensatore e politico vissuto a cavallo del XVI secolo, i primi innovatori dello IoT hanno dovuto combattere con una richiesta eterogenea, la mancanza di standard adeguati e tutta una lunga fila di altre sfide. Ma per questo, come altri visionari lungimiranti che li hanno preceduti, anche loro hanno creduto nel new order che si prospettava e si prospetta.

Mark Patel, Jason Shangkuan e Christopher Thomas di MCKinsey hanno redatto un’interessante analisi sullo stato dello IoT e su quelli che sono gli scenari futuri.

Attualmente, sia i consumatori sia i media sono molto affascinati dalle innovazioni rese possibili dall’uso dello IoT. I device provvisti di sensori rendono possibile il dialogo con altri device e con la Rete Internet, fornendo un insieme di dati che rendono il mondo più sicuro e produttivo. Nel giro di soli pochi anni, i device IoT hanno raggiunto livelli standard, come nel caso dei termostati che regolano in automatico la giusta temperatura oppure sensori che forniscono tutti i dati necessari per capire quale è l’andamento di un macchinario. Il passo successivo, quello affrontato ora dagli innovatori, è quello di sviluppare la tecnologia anche per le automobili con guida autonoma, servizi di consegna effettuati da droni e tante altre applicazioni più avanzate.

Troppo ottimisti? No, però i tempi sono più lunghi di quelli previsti: di IoT se ne parla da tempo, ma ancora gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti. Why?

In primis, perché il processo di utilizzo delle applicazioni IoT nel settore industriale si scontra con cicli di capitalizzazione molto lunghi e con un’endemica inerzia organizzativa.



È vero però che il potenziamento e l’utilizzo allargato della connettività hanno permesso di aumentare l’uso dello IoT (si stima che circa 127 nuovi device si colleghino ad Internet ogni secondo). Al contempo, il miglioramento delle tecnologie permette di creare device che consumano meno e che  fanno risparmiare le aziende. Per esempio, i sensori LIDAR, quelli che permettono di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser, sono indispensabili per le auto senza pilota. Il loro prezzo è sceso tantissimo, e questo farà sì che entro il 2035 il 25% delle auto sarà composto da auto senza pilota.


L’IOT “OSPITE” DI UN HOST ANCORA TROPPO DIFFIDENTE

Sempre McKinsey ha intervistato 100 responsabili di aziende sia pubbliche che private e il risultato è che lo IoT viene ancora utilizzato poco e in modo parziale: i dati raccolti con lo IoT non vengono analizzati in modo adeguato e le decisioni prese si basano ancora sull’esperienza umana, propria o di collaboratori. In particolare lo IoT viene utilizzato per usi molto semplici, come quello del tracking o degli allarmi, anche perché il timore è che gli attacchi hacker risultino più facili su device IoT, ancora tra i più vulnerabili (vedi l’attacco hacker nel 2016 con il botnet Mirai). Vulnerabili però, occorre dirlo, soprattutto per un difetto umano: password e username deboli e cambiati poco frequentemente.

L’introduzione di standard che possono supportare le LPWAN (quali LoRa, NarrowBand IOT e SigFox) permetteranno l’uso di sensori IoT anche nel mondo dell’agricoltura (analisi delle condizioni del terreno), della sicurezza ambientale (monitoring della qualità dell’aria nelle città) e nella produttività (tracking puntuale nella supply chain).


  


Tutto questo sarà possibile però se anche i device saranno al passo con l’evoluzione tecnologica: le batterie dovranno per esempio essere sempre più potenti e di lunga durata, anche con l’uso dell’energia solare, eolica, termica e cinetica; il design e i materiali dovranno renderne l’uso più semplice ed efficace.

Assieme a questo, altri due elementi fondamentali: il potere del Cloud, che offre storage robusto e potere computazionale a basso costo; la possibilità di processare e salvare i dati su un device o in un network che collega i device al cloud.

La velocità di risposta è poi basilare per alcuni usi in particolare. Basti pensare all’uso dei sensori per le auto senza pilota e in generale per la sicurezza: i device ad essi collegati devono, una volta acquisita l’informazione, rispondere immediatamente con un output che permetta di prendere una decisione lampo.


IL RUOLO FONDAMENTALE DEI DEVELOPER

Gli sviluppatori tendono, così come le aziende, a concentrarsi sugli aspetti tecnici dell’evoluzione dello IoT, mentre è altrettanto importante capire quali sono gli outcome, e cioè il fatto che una nuova applicazione migliora la sicurezza, i ritorni economici e la convenienza.

Utile può essere l’esempio di un nuovo sensore adottato per testare la performance del motore di un nuovo jet di un’industria produttrice di aeromobili. Mettendo a disposizione dati in tempo reale, i sensori allertano subito il costruttore durante la fase di prova nel caso ci fossero problemi, testando preventivamente  con rischi minimi. Altri sensori possono rendere più facile e sicuro l’inventario di tutti i pezzi presenti nel motore. Insieme, i due nuovi sensori permettono l’aumento della revenue e il miglioramento del 30% delle capacità del motore, riducendo così i costi operativi.

Occorre che non ci si limiti ad un uso parziale dello IoT ma è necessario adottare dei nuovi business model e coordinare le attività sull’intera catena del valore.

E per finire, sembrerà poco importante quando si parla di tecnologia, ma un altro fattore da tenere in considerazione è quello di suscitare nell’utilizzatore una reazione emotiva positiva (basti pensare a Echo di Amazon, che risponde con una voce dal nome Alexa).


SUPER MARIO BROS. : PRONTI, VIA!

Quindi, per concludere: l’IoT è come un Super Mario che nel suo percorso incontra ostacoli su ostacoli ma anche tanti trampolini che lo faranno arrivare prima o poi al traguardo, quello del futuro, che non è proprio dietro l’angolo, ma che c’è. Di sicuro.