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Coronavirus: la Digital Transformation salverà l’Italia?

15/04/2020

Ecco come si prepara l’Italia Digitale per affrontare la Fase 2 con applicazioni di geolocalizzazione.


Autocertificazione digitale e smart working

Abbiamo passato settimane a rincorrere i diversi modelli di autocertificazione, con una media di un’integrazione ogni settimana (quanti di chi l’ha usata è riuscito a stamparla e quanti l’hanno scritta a mano !?), per limitare ulteriormente la libertà di circolazione e una localizzazione dell’utilizzatore più precisa. Più facile la gestione dei certificati per chi è in possesso di una stampante casalinga o può vantare un negozietto di delicatessen sotto casa che fa anche fotocopie e fax.

Uno dei punti che sono stati affrontati in questi giorni dalla task force di 17 esperti guidata da Vittorio Colao c’è anche quello dell’autocertificazione digitale, con un’app da scaricare direttamente sullo smartphone: durante i controlli, al carabiniere o al poliziotto basterà inquadrare il QR code. L’App si dovrebbe chiamare IO e consentirà di autenticarsi tramite Spid carta d’identità elettronica.

Per quanto riguarda lo smart working, già ampiamente utilizzato da tutte le aziende che hanno potuto permetterselo, diventerà obbligatorio per le sedi superiori ad un certo numero di dipendenti, soglia ancora in via di definizione. Per le sedi più piccole, sarà a discrezione del lavoratore chiederlo o meno: nel primo caso, l’azienda non potrà rifiutarsi. E ancora, scaglionamento degli orari di entrata e di uscita da fabbriche e uffici.

Contact tracking: il grande progetto di geolocalizzazione per i positivi al Covid

Anche il contact tracking viaggerà su app, alla stregua di quella utilizzata con ottimi risultati in alcune città cinesi, Wuhan in primis.

Al vaglio per la scelta dell’applicazione più adatta non ci sono solo i fantastici 17 del gruppo di Colao ma anche i 76 nominati dalla ministra per l’Innovazione Paola Pisano. L’app vincente – selezionata tra più di 300 partecipanti al bando – dovrebbe essere quella proposta dalla software house milanese Bending Spoons, società fondata da un gruppo di trentenni, che si propone di mettere in contatto i telefonini su base volontaria mediante Bluetooth. Nel momento in cui una persona risulti positiva, l’applicazione segnalerà tutte le persone che sono venute in contatto con l’individuo positivo, ricostruendo così la sua rete di contatti.

Apple e Google stanno collaborando per fare in modo di rendere possibile l’integrazione dell’applicazione sui loro sistemi operativi. Nella prima fase, che si dovrebbe concludere a metà maggio, tutti coloro che aderiranno all’iniziativa potranno agire attivamente nel tracciamento. Tra qualche mese invece i nostri smartphone saranno in grado di registrare autonomamente la lista delle persone con cui siamo venuti in contatto. In rispetto delle leggi sulla Privacy in Italia, non verranno usati i dati sulla posizione ma solo quelli anonimizzati sugli incroci fra gli individui, tramite appunto Bluetooth.

L’approccio sarà probabilmente comune, e coinvolgerà anche altri paesi europei oltre l’Italia.

L’app sarà scaricabile da un sito governativo.

Allo studio anche l’impiego di altre tecnologie per valutare gli assembramenti nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto.

 

Il 4 maggio si avvicina e la Digital Transformation sarà determinante al fine di sciogliere gli ultimi nodi verso la exit strategy.