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Strade deserte, Web intasato: il fenomeno dell’iperconnessione durante il lockdown

01/04/2020

Un aumento del 30% per i video e del 300% per il gaming: #iorestoacasa e sono online è il leitmotiv di questi giorni di quarantena.


Traffico Dati in Italia: qualche numero prima del Coronavirus e adesso

Non ci sono dubbi: in queste settimane in rete c’è tanto, troppo traffico.  “Stiamo registrando - afferma all'Ansa il Chief Technology and Information Officer di TIM, Michele Gamberini - un incremento importante del traffico: sulla rete fissa sale del 70-80%, un vero e proprio raddoppio rispetto alla situazione pre-crisi.”

L’obbligo di stare a casa, chiaramente indicato e sottolineato nei vari DPCM del Ministro del Consiglio, ha rappresentato la spinta decisiva per l’aumento del traffico dati in Italia. Complice lo smart working e la visione di film e giochi durante le ore diurne, di solito dedicate al lavoro in ufficio e per i più giovani alle ore di lezione e corsi universitari.

Qui di seguito uno spaccato di massima:

  • 50% video
  • 18% navigazione web
  • 15% gaming
  • 7% download
  • 5% mail
  • 3% peer to peer
  • 2% social network

Streaming: scaffali mai vuoti

A pesare in particolar modo sulla tenuta delle connessioni è lo streaming (attualmente gli utenti sono 1,1 miliardi al mondo) e ancor più nel dettaglio lo streaming video, tanto che piattaforme come Netflix (tornato ai livelli standard in Borsa, un miracolo), Amazon Prime Video, YouTube, Facebook e Instagram hanno scelto di accogliere l’appello lanciato dalle istituzioni europee per ridurre temporaneamente la qualità dei contenuti trasmessi (bitrate), scongiurando così il rischio di sovraccarichi e assicurando la continuità del servizio per smart working (con tutte le piattaforme di collaboration incluse) e formazione a distanza (Scuole e Università).

Acquisti online: Food, Editoria, Brandtelling…e tanti prodotti introvabili offline

Il #iorestoacasa non significa rimandare la propria presenza online. La situazione è delicata, drammatica, ma i numeri dimostrano che, oltre ai bollettini della Protezione Civile e ai TG, gli italiani guardano film, acquistano prodotti e sfogliano riviste, tutto online. L’e-commerce è migliorato negli ultimi anni anche in Italia, ma in questi giorni ha fatto salti da canguro perché ha portato online anche chi finora aveva preferito, per esempio, fare sempre la spesa di persona, complici le file infinite ai supermercati e la scarsità di prodotti nei negozi (mascherine e Amuchina in primis).

Per Imprese e Professionisti, è fondamentale rimanere collegati ai clienti in questo momento, per sfruttare la raddoppiata presenza online e per non farsi dimenticare. È necessario entrare nelle case dei consumatori: più della metà del Pianeta è in isolamento forzato. I commerciali non possono più recarsi fisicamente dai clienti e quindi usano canali alternativi: mail, telefono, messaggistica, online call e webconference.

La crisi ha portato ad un’esplosione del virtuale. Imprese e Professionisti devono rivedere il proprio brandtelling.