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Proud to be a (silent) NERD: le grandi idee non nascono in team.

29/01/2020


Steve Wozniak, inventore del personal computer, è solo un esempio di come la creatività si sviluppi in solitudine.


IL CICLO DELL’ALVEARE

Secondo un recente studio della Wharton Business School of Pennsylvania, dagli anni Novanta il tempo dedicato a riunioni, discussioni e attività di gruppo è aumentato del 50%, 8 ore di lavoro su 10 sono dedicate ad “attività di cooperazione”: conference call, presentazioni di gruppo, riunioni. Il risultato è un collaborative overload dovuto al lavoro di gruppo: il lavoro vero e proprio va ritagliato nelle pause tra una call e una riunione, a volte anche da casa.

In questo modo e con queste condizioni, chi lavora in ufficio lavora male e la creatività ne risente fortemente. Complice anche l’OPEN SPACE dove il solo modo per isolarsi è l'uso delle cuffie. O la fuga nelle poche phone boot.

 

LA DIFFICILE VITA DEL NERD

Chi ha idee davvero innovative, utili per l’azienda, viene spesso “schiacciato” dal frastuono dell’open space, dal poco tempo rimasto dopo il lavoro di gruppo e da chi, per natura o per vocazione estroverso, toglie spazio e visibilità a chi ha ottime idee ma non è un istrione (suggerisco la lettura di Quiet. Il potere degli estroversi in un mondo che non sa smettere di parlare, Susan Cain, Ed. Bompiani, un caso letterario in USA).

In un gruppo di persone, si impone chi parla di più, chi è più carico di energie, chi sa vendere bene le proprie idee. I più taciturni e riflessivi restano indietro. E soprattutto chi parla di più è considerato più intelligente e più competente.

 

STEVE WOZNIAK E L’INVENZIONE DEL BRAINSTORMING

E torniamo a Wozniak e ad altri geni dell’informatica, della fisica e della tecnologia come lui. Nella sua biografia iWoz, Steve racconta che quando doveva presentarsi al club degli informatici era così nervoso che non ricordava cosa voleva dire, la sua “folle” idea non riuscì ad esporla ad un’aula densa di persone. Il suo consiglio? “Lavora da solo. Non in gruppo.”

Nel 1984 nasce il concetto di brainstorming, cioè l’idea che mettendo insieme tante teste che parlano senza filtri nasca il cosiddetto colpo di genio. Ma non è così che funziona.

Tomas Chamorro-Prezuminic, dell’University College London, ha esaminato ottocento analisi di processi lavorativi in gruppo e ha rilevato che è più probabile che gli individui abbiano un numero maggiore di idee originali quando non comunicano con gli altri, perché il gruppo spinge spesso alla mediocrità e le menti più smart si adattano al livello mediocre dei colleghi più loud.

  

SOLITUDINE E GENIO: LO STUDIO DI TOM DE MARCO E TIMOTHY LISTER

Grandi menti nei campi più disparati hanno sfruttato la solitudine per trovare ispirazione e creare alcune delle invenzioni più incredibili della Storia: Isaac Newton e la teoria gravitazionale; Charles Darwin e la teoria evolutiva; Marie Curie e la scoperta della radioattività; Albert Einstein e la teoria della relatività. Nel mondo del digitale e dei Social: Bill Gates, Mark Zuckerberg, Larry Page e Jeff Bezos.

Negli anni ottanta in uno studio fatto da due sviluppatori di software (De Marco e Lister) si confrontava il lavoro di circa 600 programmatori di 92 aziende. Quello che emerse fu che i programmatori che lavoravano meglio erano quelli che lavoravano da soli, in autonomia e senza essere disturbati.


L’interruzione continua è una follia propria dei nostri tempi. Un elemento indicativo? Nel 2024 è previsto che il mercato delle cuffie raggiungerà i 9 miliardi di dollari.


Tempo e silenzio sono fondamentali e sono senza prezzo.