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d-Book: siamo sicuri sia un happy web?

07/11/2019


Con il titolo originale Sad by Design, Geert Lovink affronta il tema dei meccanismi più profondi che regolano i Social Network.



Prigione o spazio libero?

"Non mi piace Facebook, però ci sono tutti i miei amici, e poi lo uso come fratello minore del mio sito"; "Twitter, se potessi non lo userei, ma è importante per il mio lavoro essere presente e scrivere qualche tweet o ritwittare." Chi non la pensa così? Chi non ha ormai una sorta di nausea, di fastidio riguardo ai Social, nati per avere una visione a 360 gradi del mondo e ora quasi una prigione, un obbligo, al quale non si può più rinunciare, perché occorre ESSERCI. La dipendenza dai Social non è qualcosa di personale ma di diffuso, e soprattutto di pianificato. Un po' come la addiction a Coca-Cola. L'autore ci spiega come i designer di Facebook, Google, Twitter, Amazon abbiano contribuito a sfruttare l'importanza delle neuroscienze e del comportamento nella progettazione delle piattaforme e nelle tecniche usate per aumentare la dipendenza delle persone, ad esempio con il meccanismo dei LIKE. La dipendenza non è un effetto collaterale, ma inevitabile. Un fenomeno progettato, perfezionato e raffinato nel tempo. Ma solo alcuni lo notano; la maggior parte non ci fa caso.

La soluzione è abbandonare i Social Network?

La risposta è NI. Il problema non è medico ma sociale. Possiamo a cambiare gli strumenti che utilizziamo, possiamo parlarne. Soprattutto i giovani, che sono i più grandi utilizzatori dei Social, è fondamentale dotarli degli strumenti per ricostruire una diversa visione di Internet, costruendo sistemi decentralizzati. Inoltre, secondo Lovink, è importante l'alfabetizzazione tecnica nelle scuole e nelle università, contrastando la perdita diffusa di capacità tecnica. E questo, perlomeno in Europa, deve partire da Bruxelles: Internet deve diventare un bene comune, una common, qualcosa non solo di condiviso da tutti, ma pubblico.

Geert lovink sarà ospite al Festival della Tecnologia di Torino , venerdì 8 novembre di mattina con l'intervento La Rete e i suoi demoni e sempre venerd, ma di pomeriggio con Nichilismo Digitale. L'altra faccia delle piattaforme .

L'autore, Geert Lovink (Amsterdam, 1959) è stato tra i fondatori di ADILKNO (Foundation for the Advancement of Illegal Knowledge), fondazione nata nel 1983 ad Amsterdam come progetto critico di analisi dei media. Cofondatore della Città Digitale di Amsterdam, è stato tra gli organizzatori delle conferenze WetWare, Next Five Minutes, Ars Electronica.

Insieme a Franco Berardi, Philippe Agrain e Carlo Formenti, è uno dei più noti critici europei della "network culture" e di questioni legate a internet, economia digitale, social media.

Geert Lovink, Nichilismo Digitale. L’altra faccia delle piattaforme (titolo originale Sad by Design: On Platform Nihilism), XXVI-197 pagine, EGEA, Bocconi Editore, 2019.