Scopri tutti gli articoli e le iniziative nelle varie sezioni del portale

Più consultati


Tags

Vino e Digital Transformation: mai così vicini

08/04/2019

È partita la 53esima edizione di VINITALY, 4.400 espositori e tanto buon vino. E nuove tecnologie.


Il Drone e l’Uva: una favola a lieto fine.

In Francia, nella regione di Bordeaux, le tecniche digitali sono usate per la mappatura del vigore vegetativo e hanno consentito di risparmiare dal 10 al 30% sui costi per la fertilizzazione; in California, droni e mappature satellitari vengono adoperate per monitorare lo stato di salute dei terreni di produzione, evidenziare eventuali variazioni e individuare la presenza di insetti che possono danneggiare il raccolto. Fra le aziende che sperimentano questa tecnologia in Francia c’è Château Pape Clément, una delle più antiche e prestigiose cantine bordolesi, le cui prime vendemmie certificate risalgono addirittura al 1252. Questo grand cru classé delle Graves già da alcuni anni utilizza un drone dotato di un apparecchio fotografico che sfrutta un programma messo a punto da Chouette, che sui 70 ettari di vigna «lavora bene quanto l’occhio del vignaiolo, consentendo un’analisi quasi chirurgica dello stato delle parcelle», spiega Charles Nespoules, titolare della società. «Il drone», aggiunge Arnaud Delaherche, microbiologo specializzato in enologia e responsabile del pool scientifico del Gruppo Magrez, proprietario di Château Pape Clément, «può individuare precocemente l’insorgere dell’oidio e dunque limitare l’utilizzo dei prodotti fitosanitari per una viticoltura più rispettosa dell’ambiente». Durante il sorvolo, l’apparecchio ritrasmette le informazioni raccolte su una piattaforma web, delineando una cartografia della contaminazione. È in grado di riconoscere le forme, i colori e i sintomi caratteristici delle malattie della vigna.


Anche in Spagna guadagna terreno l’impiego dei droni in viticoltura. Alcune cantine nella Ribera del Duero già li stanno usando come metodo standard di questa nuova agricoltura di precisione. La veduta aerea del vigneto consente di verificarne lo stato, prevenire gli interventi fitosanitari. Questi droni possono avvalersi, infatti, di apparecchi fotografici termici che analizzano la qualità della foglia permettendo al vignaiolo di decidere quando è il momento di potare e valutare in anticipo la qualità della raccolta.

In Italia siamo ancora alle prime sperimentazioni, ma i risultati sono incoraggianti. La startup AeroDron, ad esempio, ha avviato in collaborazione con un gruppo di Università e aziende una serie di test su vigneti e coltivazioni di mais e pomodoro per elaborare un metodo di lavoro appropriato ad ogni singola tipologia di coltura. La Cantina Batasiolo è in procinto di utilizzare droni per l'agricoltura: sensori a terra, sistemi Gps e apparecchiature di telerilevamento che consentiranno di valutare lo stato del terreno e adottare le tecniche di coltivazione più efficaci.

Agricoltura di precisione con droni anche sui vigneti di Verona, con una nuova applicazione innovativa che verrà presto introdotta sui diversi vigneti fra la provincia di Verona e Vicenza. I droni serviranno per esaminare le curve di maturazione dell’uva, andando così a programmare con precisione i periodi ideali per vendemmiare. L’interessante iniziativa è stata promossa da Confagricoltura e coinvolgerà inizialmente quindici aziende vitivinicole appunto fra le provincie di Verona e Vicenza.


Bianco, rosso o rosè: per ogni vino, il sensore e il software più adatti.

Il controllo di temperatura, consistenza, densità, livello di torpido, possono essere processi lunghi e difficili da gestire. Il monitoring delle fasi che incontra il vino prima di essere venduto deve basarsi su elementi oggettivi e le fasi devono essere integrate. Vengono così usati dei sensori, adatti a taniche o botti, i cui dati vengono poi raccolti su una piattaforma alla quale si può accedere da qualsiasi device. Un esempio fra tutti, Winegrid.

A Verona è stato promosso il progetto PV-Sensing dotato di sensori di nuova concezione che riesce a tenere sotto controllo i parametri agronomici del suolo, della superficie delle foglie, dell'umidità e della rugiada a cui è esposta la pianta. Dati che, grazie ad un modello previsionale, consentono di ottimizzare i trattamenti fitosanitari del vigneto. 

Nel vigneto invece, software evoluti raccolgono le informazioni necessarie per non avere mai sorprese, in particolare per quanto riguarda l'evoluzione di nuove malattie, così da trovare i rimedi più adatti in tempi brevissimi, e non rovinare il raccolto. Inoltre, alcuni tipi di applicazioni aiutano a rispondere alle regole e alle leggi richieste, così come a tutte le certificazioni necessarie, anche perché il mercato del vino è per definizione internazionale. Su vigneti particolarmente estesi, strumenti come mapping e GPS aiutano a modificare il lavoro se necessario e a seguire il percorso dei trattori. Un esempio per tutti? eVineyard.

Wineta (https://vimeo.com/99515885),con un questionario semplice e divertente (con totem o via smartphone),diventa un vero e proprio sommelier virtuale, e consiglia il vino giusto a seconda delle risposte fornite dall'acquirente.

Champenoise, charmat o cremant? Applicazioni per tutti i gusti.

La prima è italiana, si chiama Vitae, ovvero ben 10.000 vini recensiti dalla AIS (Associazione Italiana Somellier). Digitando il nome di un vino o anche solo parte di esso, vengono visualizzate tutte le etichette presenti comprendenti quel nome. Non manca neppure il sistema di geolocalizzazione di tutti i produttori recensiti. Permette di visualizzare attraverso una finestra di Google Maps la posizione delle cantine circostanti, con la possibilità di accedere alle informazioni sui vini prodotti.


Cellar Tracker, una collezione tra le più ricche di articoli, note e storie sul vino da chi ama il vino; Degusta Vino, l'applicazione insegna a degustare il vino. Attraverso semplici passaggi è possibile ottenere tutte le caratteristiche necessarie per degustare al meglio il proprio vino e avere sempre con sé il database completo dei vini degustati. Con Delectable ed HelloVino basta fare una foto all'etichetta della bottiglia e appaiono i voti a quel vino, abbinamenti con i piatti e tutte le informazioni e commenti da aziende vinicole, sommelier e critici enogastronomici.

E infine, Tannico e Uvinum e Vinix, tre tra le più grandi enoteche online al mondo.

Algoritmo e bouquet, combinazione esplosiva

Come scegliere un vino? Occorre essere esperti se non addirittura somellier per non prendere cantonate? Il gusto non è più soggettivo, ora è possibile, grazie a degli algoritmi, sapere esattamente di cosa sa un particolare tipo di vino, senza doverlo prima assaggiare, facendo impennare così le vendite, soprattutto quelle online. Vivanda, per esempio, ha introdotto una tecnologia davvero unica, chiamata FlavorPrint che utilizza algoritmi di machine learning per analizzare l’aroma, il sapore, la texture e matchare poi con le preferenze dei compratori. In modo oggettivo. O quasi. Sentore di mirtillo e melone non bastano più. Si arriva a mirtillo fresco, albicocca disidratata, e chi più ne ha, più ne metta. Il database delle parole che descrivono il cibo è immenso, ma quello dei vini è ancora più grande. E non ci si limita al mondo del commestibile: si usano frasi come cemento bagnato, tubo flessibile, petrolio. Pazzesco.

Negli Stati Uniti è nato Bright Cellars. Attraverso un quiz, viene determinato il tipo di palato e di preferenze, il tutto viene sistemato attraverso un algoritmo che individua – con ben 18 diversi attributi per ogni bottiglia di vino – i vini più adatti a quella particolare persona. 

E per chiudere, gocce di vino.

  1. Vivino, la più grande community sul vino, conta circa 10.000.000 di utenti.
  2. In commercio la Nespresso del vino: 10vins, ricariche monodose per un consumo casalingo, vario e di qualità.
  3. il dizionario per i wine beginner.
  4. I numeri del mercato del vino:
  • 1 milione di etichette
  • 36 milioni di bottiglie vendute ogni anno
  • 150 mila produttori di vino in tutto il mondo
  • 6,2 miliardi di euro l'anno i ricavi dalla sola esportazione di vini italiani