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London calling – I reportage di TIM OPEN nel mondo: Cambogia

30/11/2018

Risaie a perdita d'occhio, antichi templi khmer, villaggi galleggianti, animate città coloniali. E un panorama tecnologico in continua crescita.

Il 19 novembre scorso il governo cambogiano ha confermato la sentenza di genocidio per 2 funzionari dei Khmer rossi del regime della Kampuchea Democratica, che durante 4 terribili anni di terrore (1975-1979) provocò quasi 2 milioni di morti. Una decisione importante che rientra nella fase di cambiamento del Paese iniziata poco più di 10 anni fa. Un cambio di direzione epocale, fondamentale anche per dare un segnale positivo all’esterno e catalizzare gli investimenti di capitali stranieri.

Un motivo in più per credere nel futuro della Cambogia.


Il panorama tecnologico in Cambogia e il meccanismo degli investimenti stranieri

Il settore tech è in notevole fase di crescita. Aziende tech come Morakot Technology, Khmerload, Pathmazing e altre ancora stanno uscendo dai confini nazionali ed esplorano l’intero mercato asiatico, anche collaborando con gli Stati Uniti (agenzie web, società sportive, etc).

La scena tech in Cambogia ha alcuni punti di forza: le facoltà IT nelle università stanno aumentando, così come gli studenti che si laureano; aumentano gli spazi di co-working, gli incubatori e i laboratori di innovazione. Una buona infrastruttura IT, clima rilassato, dati mobili a basso costo, stipendi medi, e giovani nerd entusiasti completano il quadro.

Ma per far sì che aumentino gli investimenti stranieri (fondamentali per la crescita, quelli provenienti oltreconfine dalla Cina, il principale partner economico e commerciale di Phnom Penh) , è necessario che aumenti la forza lavoro specializzata, quella fatta da ingegneri e tecnici (entro il 2020 dovrà essere equipaggiata con 35.000 ingegneri e 46.000 tecnici).


Social Media e Dating

Il settore dei Social Media è cresciuto grazie agli smartphone sempre più economici (uno studio del 2017 ci dice che il 96% dei cambogiani possiede uno smartphone e solo il 13 per cento un computer) e al fatto che i giovani cambogiani si informano sempre più spesso sul web per migliorare le loro conoscenze. Decine e decine di siti di news, blog e forum sono comparsi come funghi per condividere le informazioni. Uno per tutti, http://geeksincambodia.com/ .

Anche il dating passa attraverso gli smartphone e le nuove piattaforme di incontri, rivoluzionando così la tradizione:  



Startup e incubatori

Nel 2013 nasce BookMeBus , la prima importante startup made in Cambogia. La maggior parte delle startup ha sede fuori di  Phnom Penh, la capitale della Cambogia. Molte di queste startup vivono grazie al capitale straniero. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, la più grande sfida per lo scenario tech in Cambogia non è tanto legata ad un problema di soldi ma al fatto che ci sono poche startup di successo completamente cambogiane: i cambogiani non hanno molti esempi di startup alle quali fare riferimento per indirizzare la loro.

Gli Incubatori in Cambogia  funzionano più che altro come spazi di co-working: SmallWorld, RainTree, Emerald Hub, e Impact Hub. I cambogiani lavorano anche dai cafè o da host meetings.


Tecnologia al femminile

Il settore educativo in Cambogia incontrò una profonda regressione durante gli anni del genocidio (1975-1979): vennero uccisi il 75% degli insegnanti e il 96% degli studenti universitari (Cambogia Development Research Institute, 2013, 34). Uno studio effettuato nel 2012 riporta come il diploma alla scuola superiore riguardi solo il 7,5% della popolazione (in Tailandia i dati parlano di una cifra 6 volte superiore, circa il 40%). In particolare, l’educazione nelle giovani cambogiane è stato a lunga a lungo ignorata, ma le cose stanno cambiando. Un paio di casi interessanti ci spiegano come.


Grazie a USAID e al programma Technovation, viene insegnata la tecnologia, il coding e la creazione di app alle giovani cambogiane tra i 10 e i 18 anni. Le partecipanti al programma non devono necessariamente conoscere il coding: lavorano in gruppi di 3/5 persone, coadiuvate da un tutor/mentore con l’obiettivo di creare, in un percorso di 12 settimane, un prototipo di applicazione, un business plan e un pitch.


SHE Investments  è un’impresa socialmente impegnata, fondata nel 2014 da Lida Loem, Celia Boyd e James Wilson, con lo scopo di aiutare l’imprenditoria al femminile attraverso un sito dove le donne cambogiane possono trovare tutte le informazioni necessarie per aprire una loro attività.