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DayBreakHotels: una startup italiana propone un nuovo modo di pensare l’albergo.

15/11/2018

Un nuovo concetto di hotel o un revival?

Una delle scene de Il Grande Gastby è ambientata all’ Hotel Plaza di New York. Per Tom Buchanan, uno dei personaggi principali, il Plaza è la soluzione per fuggire dalla caldissima estate di Long Island e trovare refrigerio in una delle sue suite, dove vengono portati, per lui e per i suoi ospiti, ghiaccio, cocktail e ventilatori. Non un luogo dove passare la notte, ma un luogo di socialità e di status – negli anni ’20, il Plaza era “the place where anybody met”. https://www.youtube.com/watch?v=3UmrrLJ8l8M.

Ai primi del Novecento non tutte le case avevano il bagno e il cosiddetto “albergo diurno” era una struttura che ospitava bagni pubblici a pagamento.

In una recente intervista rilasciata al mensile LIVING, il designer Aldo Cibic parla di quelle che diventeranno secondo lui le case nelle metropoli, “In un futuro non troppo lontano le abitazioni nelle città saranno grandi come camere di albergo e la gente si incontrerà e farà business nella hall.”

Simon Botto, CEO e fondatore di DayBreakHotels.com, propone con la sua startup un “ritorno al futuro”.

Le strutture alberghiere rimangono vuote durante l’anno in una percentuale del 65%, con una perdita che ammonta a 50 miliardi di dollari di ricavi. L’albergo non può essere solo un luogo dove passare la notte ma diventa anche altro. Per esempio, chi ha bisogno di un ufficio per una giornata, con wi-fi incluso, può prendere una stanza di un albergo a 5 stelle, 8-18, lavorare con calma, farsi una doccia, ricevere clienti nella hall o a bordo piscina, con un approccio più informale di quello di un ufficio, spendendo meno dell’affitto di un ufficio.

Se Dayuse.com è una realtà nata in Francia e utilizzata anche in Italia, DayBreakHotels.com è tutta made in Italy. Nata nel 2015, oggi opera in 14 Paesi del mondo, può contare su oltre 3.000 hotel partner in 600 città. Ai clienti diurni vengono offerti sconti tra il 50 e il 70%. E per gli alberghi è un affare: l’utile netto per gli hotel aderenti cresce di circa il 15%, e con l’espansione del coworking e del lavoro indipendente, gli uffici temporanei saranno sempre più richiesti.