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Arte 3.0: è arrivato il momento di cambiare direzione

31/10/2018

Digitale e un nuovo approccio alla fruizione dell’arte.


Un numero sempre crescente di istituzioni culturali è alla ricerca di una strada per introdurre nelle loro organizzazioni un'innovazione digitale che sia efficace nella revisione dei loro processi, sostenibile nella gestione degli asset e convincente nella comunicazione verso l'esterno.

 

Osservatorio del POLIMI e beni culturali: lo stato dell’arte

Il Convegno che si è tenuto al Politecnico di Milano, nell'ultima edizione dell’Osservatorio innovazione digitale beni e attività culturali è stato l'occasione per fare il punto sullo stato di innovazione del settore, ma anche per presentare le linee guida per il Piano di innovazione digitale, esito di un processo di co-creazione che ha visto coinvolti - insieme al gruppo di ricerca e ai Partner e Sponsor dell'Osservatorio - quasi 50 tra musei, archivi e teatri italiani. 

Di strada ce ne è ancora da fare. Su quasi 5.000 siti museali sparsi in Italia, solo il 30% offre almeno un servizio digitale in loco e almeno uno online. Una delle ragioni della “timidezza” dimostrata da parte dei siti museali potrebbe essere la paura che l’attenzione del visitatore sia concentrata più sul device che sull'opera. Ma non sta tutto qua.

Va rivisto infatti l’equilibrio dei ruoli dei dipendenti in un museo: troppo portierato e vigilanza e pochi servizi e innovazione.

MArTA 3.0

Il MArTA con il suo progetto “MArTA 3.0”, finanziato da un bando europeo, punta a fare della tecnologia uno strumento di valorizzazione dei reperti e di migliore comunicazione e condivisione di quelli che sono elementi difficili da approcciare per la maggiore parte dei visitatori: i reperti archeologici.

L’obiettivo è creare un Fab Lab all’interno del polo per attrarre ingegneri e professionisti del digitale che saranno chiamati a proporre nuove idee per migliorare l’offerta museale, soprattutto in Rete. Tante altre novità in arrivo, comprese piattaforme per il fundraising e il crowdfunding, mostre itineranti e collaborazioni con esperti di economia dell’arte.



Il Museo archeologico nazionale di Taranto (MArTA), uno dei più importanti musei archeologici del mondo, è sempre più digitale. Questo processo, avviato ormai da tempo, è stato implementato dalla nuova direttrice, Eva Degl’Innocenti, che recentemente ha dato avvio a un nuovo step di questo percorso, chiamato “MarTa 3.0”. Il progetto ha un costo di 2,5 milioni di euro e sarà realizzato grazie ai fondi del Pon “Cultura e sviluppo”.

Uno dei principali obiettivi di “MarTa 3.0” è portare nel Museo di Taranto un Fab Lab, una specie di fabbrica creativa che dovrà, soprattutto, trovare un modo adeguato per mostrare al pubblico i tantissimi preziosi reperti ancora presenti nei depositi, anche ai non vedenti e ipovedenti.  Ma non solo. L’obiettivo è quello di creare un allestimento digitale multisensoriale che sfrutti anche la realtà aumentata per riportare in vita l’antica Taranto e un sistema di logistica, catalogazione e conservazione con rilievi bidimensioanli e in 3D di oltre 45 mila reperti.