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Google City: intelligente è dire poco

28/09/2018

Tetti fotovoltaici, strutture isolanti termiche, marciapiedi con microgrid: il 2022 è dietro l'angolo.

Il Quayside, o Google City (o semplicemente, town), sarà pronto entro il 2002 e sorgerà a Toronto su circa 300 ettari del lungolago dell'Ontario, in un'ex area industriale degradata.

Sarà il primo quartiere al mondo ad essere governato dal web e qui sarà trasferita la sede canadese di Google. L'investimento si aggira sui 50 milioni di dollari, ed è stato fatto da governo, provincia, città.


Qualche indicazione? Sensori metereologici scioglieranno la neve; gli edifici ridurranno l'impatto del vento e aumenteranno l'ombra nelle giornate di canicola; i bidoni della spazzatura verranno svuotati da robot attraverso tunnel sotterranei; migliaia di sensori permetteranno di conoscere i consumi di acqua e di energia elettrica, di gestire parcheggi, i pagamenti delle utenze.

"This project offers unprecedented opportunities for Canadian innovators and will create thousands of good, middle class jobs," così commenta entusiasta il premier canadese Justin Trudeau. Il futuro è qui, nella nuova Silicon Valley del mondo.

Innovazione, alta connettività e intelligenza artificiale, il cloud come servizio, le nuove reti in fibra ad altissima velocità e molto altro, per un quartiere mai visto prima. La scelta di Toronto non è casuale: la città sta diventando il cuore mondiale della ricerca sull'intelligenza artificiale, e uno degli obiettivi è di attirare le società tecnologiche.

Ma ci sono anche i ma. Il primo è tutela della privacy: in un unico centro digitale convergeranno un gran numero di dati personali, attraverso cui potranno essere ricostruiti spostamenti, abitudini. Chi gestirà queste informazioni? Chi penserà alla governance delle piattaforme? Alla fine, di chi sarà Quayside? Il quartiere più cool del mondo o una specie di 1984? Dopo gli scandali di Facebook e Cambridge Analytica, sono in tanti ad essere scettici. 

Christopher Parsons, ricercatore associato a Citizenlab, ente che collabora con l'università di Toronto, afferma  "most algorithms in a smart city will be used to collect data and cause major problems to citizens".

Il 2022 è dietro l'angolo, ma cominciamo a dargli un'occhiata: https://www.youtube.com/watch?v=28q1aABaXps