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L'Intelligenza Artificiale cambierà il mondo

11/07/2018

Il "papà" dell' I.A. si chiama Jürgen Schmidhuber ed è l'inventore della Lstm.

Long short term memory

Scienziato e filosofo tedesco, Shmidhuber è il direttore dell'Istituto Dalle Molle di Studi dell'Intelligenza Artificiale (Idsia) di Lugano e del Laboratorio di Robotica Cognitiva dell'Università di Monaco di Baviera.

Nel 1997 ideò la Lstm che è lla base di molti servizi digitali, da Siri a Google Translate. È infatti fondamentale quando la sequenza con cui vengono date le informazioni è importante per capre il resto che verrà. Per esempio nelle traduzioni, a differenza di altri tipi di memoria, la Lstm tiene traccia a lungo di ciò che si è detto prima e lo usa per capire meglio il senso della parola successiva.

L'algoritmo di deep learning è oggi usato ovunque: è su 3 miliardi di smartphone, dove rende possibile il riconoscimento vocale di Siri di Apple e dell'assistente di Google, è dal 2016 il cuore di Google Translate - e si calcola che assorba circa il 30% del potere di calcolo dei data center del colosso del Web. Facebook lo usa per fare 4,5 miliardi di traduzioni al giorno.

Pensiamo al riconoscimento vocale presenti sugli smartphone: ogni millisecondo un nuovo input arriva al microfono ed entra nella rete neurale che deve capire cosa stiamo dicendo. Prendiamo le parole "seven" e "eleven": siccome entrambe finiscono con "even", che consuma 500 millisecondi, il il sistema non può distinguere tra le due parole se non ricorda quale era il loro inizio. Prima dell'adozione da parte di Google e Apple delle Lstm, ciò non era possibile, perché il sistema si confondeva. La Lstm invece riesce a gestire correttamente input lontani tra loro, eper questo è ottimoanche per la traduzione di lunghe frasi dove il senso delle ultime parole dipende da ciò che si è detto prima.


"Il mio sogno da ragazzo? Diventare un fisico, come Einstein"

A 15 anni, il sogno di Jürgen era quello di diventare uno scienziato, ma con il tempo si rese conto che avrebbe avuto un impatto maggiore sul mondo se avesse costruito uno scienziato artificiale più intelligente di qualsiasi essere umano. Poi avrebbe pensato "lui" al resto delle invenzioni per l'umanità. Ciò a cui sta lavorando a Lugano è un passo in questo senso: un'Intelligenza Artificiale più generale, che possa risolvere qualsiasi tipo di problema e imparare dagli umani senza però copiare le loro mosse.





Il futuro dell'AI

Secondo il filosofo tedesco, il tempo tra una rivoluzione tecnologica e la successiva si riduce sempre ad un quarto: 50mila anni fa l'Homo Sapiens esce dall'Africa e si distribuisce nel mondo, 13mila anni fa inventiamo l'agricoltura ed emergono le prime civiltà, 3.300 anni fa l'era del ferro e la prima esplosione di popolazione, 800 anni fa la polvere da sparo in cina. Poi 200 anni fa la Rivoluzione industriale. Continuando così, il punto in cui tutto sembra convergere è il 2050 ("Omega"), il momento cioè dove, secondo Schmidhuber, avremo una vera Superintelligenza artificiale, che cambierà tutto.

Tra qualche centinaia di milioni di anni la Terra sarà troppo calda per la vita: i robot intelligenti ci permetteranno di espanderci nell'universo.