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Il Ministero del Futuro esiste e si trova in Svezia, dove esistono già 3.000 cyborg.

16/05/2018

Un microchip impiantato sotto pelle ha trasformato 3.000 svedesi in cyborg?


Un piccolo gruppo di Vichinghi o l'inizio di una nuova era?

Un microchip delle dimensioni di un chicco di riso, inserito tra il pollice e l’indice della mano. Permette di caricare biglietti ferroviari, attivare sensori, accendere e spegnere le luci, fare acquisti, grazie a una tecnologia che è la stessa delle carte di credito.

È già una realtà per 3.000 svedesi che hanno accettato di farselo impiantare dalla società Epicenter di Stoccolma, un incubatore di imprese high-tech, che ospita attualmente più di 300 startup. Epicenter ha firmato un accordo con la compagnia ferroviaria di stato della Svezia perché il microchip venga accettato come mezzo di pagamento. Prima, infatti, serviva solo ai dipendenti dell’azienda per accendere e spegnere le luci dell’ufficio o pagare il caffè della macchinetta. Per la prima volta, il dispositivo non si limita ad un uso aziendale interno.



"The biggest benefit I think is convenience," dice Patrick Mesterton, co-fondatore e CEO di Epicenter. Come dimostrazione, apre una porta con un semplice movimento della mano. "It basically replaces a lot of things you have, other communication devices, whether it be credit cards or keys."

Questi piccoli microchip usano la tecnologia NFC (Near Field Communication), la stessa delle carte contactless o dei pagamenti mobili. Una volta attivati da un vicino lettore, una piccola quantità di dati passa tra i due device attraverso onde elettromagnetiche. I microchip sono passivi, vale a dire, contengono informazioni che possono essere lette dai device ma non il contrario.

Chi ha iniettato il chip nei 3.000 svedesi è Jowan Osterlund, di Biohax Sweden, e si definisce un "body hacker".Inietta il microchip con una siringa, appena sotto il pollice. L'operazione dura pochi secondi ed è apparentemente indolore. "The next step for electronics is to move into the body" dice Jowan. Scary ... .


Tremila svedesi, insomma, si sono trasformati in cyborg, ossia in organismi composti da un corpo naturale e un elemento artificiale. Cosa diversa da un robot, una macchina programmata per fare operazioni più o meno complicate: può anche essere capace di sbagliare e di imparare con l’esperienza, un tentativo dopo l’altro, ma resta molto lontano dalle possibilità di pensare come un essere umano.

Non si tratta del primo esperimento di questo tipo. Già nel 1998 Kevin Warwick, docente di Cibernetica all’Università di Reading (Gran Bretagna), si fece impiantare un chip al silicio nel braccio sinistro, con il quale poteva accendere e spegnere le luci del suo studio o il suo computer, aprire porte, alzare o abbassare il riscaldamento di casa. Nel 2002, il passo successivo: un minuscolo apparecchio elettronico composto da cento elettrodi venne impiantato all’interno di un nervo del suo braccio. Questa volta non si trattava di inserire semplicemente un chip, ma di collegare tutto il sistema nervoso di Warwick a un computer. Dopo tre mesi il micro-apparecchio venne rimosso, perché era in parte fuori uso. Il corpo di Warwick, infatti, lo aveva completamento inglobato e avvolto con tessuto fibroso. Ma nel periodo in cui aveva funzionato erano stato fatti molti esperimenti: Kevin poteva controllare – con il suo pensiero e con il dispositivo elettronico – una sedia a rotelle e una mano artificiale; il microchip poteva anche creare sensazioni artificiali (per esempio, caldo o freddo), stimolando determinati elettrodi collegati al sistema nervoso.

Da decenni la ricerca medica produce cyborg, basta pensare ai pazienti dotati di pacemaker o defibrillatore automatico. La novità sta nella miniaturizzazione del dispositivo e nella sua versatilità.

Una questione di privacy più che di sicurezza personale

Concrete, sono le minacce alla privacy. Il microchip, infatti, ci renderebbe tutti tracciabili. Come peraltro già fanno smartphone e carte di credito. Ma con delle importanti differenze.

Biologicamente sicuro, i dati generati dai chip possono tracciare i movimenti dei dipendenti, anche negli uffici, oltre a mostrare le loro abitudini (per esempio, cosa comprano). A differenza delle carte e degli smartphone, che forniscono gli stessi dati, chi ha deciso di farsi iniettare il chip, non può liberarsene con la stessa facilità. 

Ben Libberton, un microbiologo del aKarolinska Institute di Stoccolma, afferma che gli hacker possono rubare un numero considerevole di informazioni dai chip sottocutanei, e il pericolo aumenterà man mano che i chip diventeranno più sofisticati.  "The data that you could possibly get from a chip that is embedded in your body is a lot different from the data that you can get from a smartphone," afferma Libberton "Conceptually you could get data about your health, you could get data about your whereabouts, how often you're working, how long you're working, if you're taking toilet breaks and things like that."

Mesterton la pensa in modo molto diverso, "The technology does not allow for any kind of monitoring,"afferma il CEO di Epicenter, It “doesn't even carry that ability. It's exactly the same as if you would use a single key card. Known as a “passive chip,” it has no built-in power supply and can't send signals about its position. If a person is worried about being traced, your mobile phone or Internet search history poses a bigger threat than the RFID chip we use ever would do."

Svezia e Ministero del Futuro: un approccio assolutamente innovativo

Non è un caso che la Svezia sia l'unico Paese al mondo ad avere un vero e proprio Ministero del Futuro. La dicitura esatta, per questo dicastero, è quella di Ministero per le strategie future e per la cooperazione nordica. E il ministro attuale in carica è una donna, di 72 anni, e si chiama Kristina Persson.

«Il mondo sta cambiando velocemente – ha dichiarato il Ministro del Futuro durante un recente viaggio in Italia – le pubbliche amministrazioni sono chiamate ad evolversi, ma per costruire lo sviluppo serve una visione lungimirante: parità di genere, fiducia negli altri e nelle istituzioni e innovazione sono fattori che contribuiscono a costruire il futuro. L’alta fiducia nei confronti delle istituzioni da parte dei cittadini svedesi è determinata da un settore pubblico molto forte e privo di corruzione. In Svezia si pagano tante tasse? Io sono orgogliosa di pagarle perché abbiamo una buona governance e spendiamo bene i  soldi delle tasse, anzi ne pagherei anche di più visto che portano servizi».


I Vichinghi sono stati  navigatori e conquistatori, grandi innovatori, essendo riusciti per esempio a costruire navi che hanno permesso loro di solcare i mari e allo stesso tempo i fiumi (espugnarono Parigi nel 845). Paese liberale e sede del Premio Nobel, il prossimo passo potrebbe essere quello di dare origine ad un popolo superiore, un popolo di cyborg?