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Allineatestogiustificato

Olio su tela o Pixel? Questo è il dilemma
Qualche settimana fa, ad un’asta a Madrid, stava per essere venduta un’opera l'opera di un autore non ben identificato anonimo con un base d’asta di poche migliaia di euro. Un attento esperto d’arte ha riconosciuto il tocco di Caravaggio e l’opera è stata ritirata per essere studiata, restaurata e messa al sicuro in un museo pubblico.
Oltre alla firma autografa, le opere d’arte vengono riconosciute per lo stile, i colori e per tanti altri elementi unici. Ma anche la crypto-arte ha le sue regole e un’immagine su schermo, ripetibile e condivisa da chiunque, apparentemente priva di valore, può invece essere acquistata a cifre astronomiche. Emersa come un genere di nicchia nel 2010, è esplosa a marzo 2020 in concomitanza con lo scoppio della pandemia.

Everydays, l’NFT venduto da Christie’s per 69 milioni di dollari

Lo scorso marzo si è conclusa da Christie’s l'asta per un’opera che rimarrà nella storia: si tratta della vendita di Everydays: the first 5000 days dell’artista Beeple (vero nome Michael Winkelmann). Fino ad allora l’arte digitale viveva in un mondo a parte rispetto all’arte più comunemente considerata taletradizionale. Per la prima volta nella storia, un’opera digitale entra in un’asta tradizionalevera e propria: con una base d’asta di 100 dollari (!), è stata venduta a 69,3 milioni di dollari (l’acquirente, Vignesh Sundaresan, imprenditore indiano di cripto-finanza, li ha pagati con la criptomoneta Ethereum), l’autore . L’autore diventa il terzo artista vivente più quotato dopo Jeff Koons e David Hockney.


Per distinguere Everydays da qualsiasi altri copia, l’opera digitale è stata identificata con un codice NFT (non fugible token), un certificato elettronico con un codice criptato e la firma dell’artista che ne attesta la proprietà e l’autorialità. All’interno del mondo degli NFT, ci sono due standard: il primo è il LRC721, che rende l’opera unica e acquistabile da un solo acquirente; il secondo, il LRC1155 permette più contratti legati alla stessa opera, quindi con più acquirenti, con un numero certificato di codici, un po’ come accade per le fotografie, vendute a tiratura limitata, di cui sappiamo per esempio che la copia da noi acquistata è la 15/100.

Beeple e gli altri artististi non-digital

Everydays:the first 5000 days è un collage di 5000 immagini digitali, ognuna di esse realizzata da Winkelmann negli ultimi 13 anni, una al giorno. Apparentemente una macchia indistinta di pixel, è un mosaico di immagini spesso fantasy, punk e cyber pop, alcune legate alla realtà e di tono satirico (ce ne sono molte per esempio con Donald Trump e Jeff Bezos). Solo le prime immagini sono disegnate a mano, mentre la maggior parte sono prodotte con il computer. Beeple non è nuovo alla cripto-arte e in generale al mondo artistico: su Nifty Gateway aveva realizzato 6 milioni di dollari con un video anti-Trump, Crossroads e da anni collabora nel campo musicale per la creazione di immagini per musicisti, cantanti e alta moda (un nome tra tutti, quello di Luis Vuitton). Sul suo sito tutte le sue opere e tutte le 5.000 immagini che compongono Everydays.
Molti artisti contemporanei “tradizionali” si stanno avvicinando al mondo della crypto-arte: Damian Hirst e Ai Weiwei hanno collaborato a un progetto sulle blockchain; in Italia Matteo Basilé sta lavorando ad un progetto di opere in NFT aggiornabili in connessione.

Qualcuno dirà: ma questa non è arte. Forse. Ma non si diceva la stessa cosa delle opere di Picasso e, ancora più in là nel tempo, di Masaccio, solo per fare qualche nome?



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