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2021 e la corsa alle biciclette 3D

28/01/2020

Boom di vendite, ma la domanda supera l'offerta: la stampa in 3D salverà il marcato europeo?

Allineatestogiustificato

20 milioni di biciclette fanno 40 milioni di ruote!

Anche i non appassionati della pedalata, l'anno scorso sono corsi all'acquisto di una bicicletta, pur di continuare a muoversi in città e fuori senza essere obbligati a salire su mezzi pubblici spesso affollati e a rischio trasmissione Covid. Nel 2020 infatti sono state vendute circa 20 milioni di biciclette (e secondo Conebi, la Confederazione dell'industria europea della bicicletta, i numeri saliranno a 25 milioni entro il 2025), senza contare il mercato dell'usato.
Anche i meno appassionati sanno che una bicicletta è composta da tantissimi pezzi, ma non tutti sanno che per alcuni di questi componenti l'Europa (e anche l'Italia) dipende dall'importazione dall'Asia. Freni, ruote, cambi, manubri, mozzi, pedali e forcelle: l'importazione ha richiesto a volte temi di attesa incredibili, fino ad arrivare in alcuni casi a 300 giorni.
Il rischio è quindi di quello di avere un mercato florido, che non conosce crisi, anzi, e di non poterlo paradossalmente soddisfare.

Reshoring per ridurre la dipendenza dall'importazione

Sempre grazie ai dati forniti da Conebi, nel 2020 l'importazione di componenti ha coperto il 60% del fabbisogno europeo, con i ritardi di cui sopra.

Ridurre l'importazione investendo in manifatture europee cancellerebbe i ritardi per l'importazione di componentistica, oltre alla notevole riduzione di CO2 creata dal lungo viaggio dei pezzi dal Far East.
Nonostante l'Italia sia leader in Europa (il 25% della produttività è infatti concentrata nel nostro Paese), il telaio rappresenta ancora un problema perché essendo saldato a mano, il costo della manodopera e il prezzo finale proposti dai Paesi dell'Estremo Oriente (principalmente Cina, Vietnam e Taiwan) non conoscono rivali. Un'industria di biciclette può avere a magazzino ruote, sellini, pedali e raggi ma se il telaio non c'è o ha forti ritardi, le linee di produzione si fermano.

Mi può per favore stampare una bicicletta in 3D?

Si chiama SUPERSTRATA la prima bicicletta al mondo con telaio in un pezzo unico, prodotta da Arevo, una startup californiana che grazie al crowdfunding ha raccolto 6 milioni di euro per realizzare un sogno, quello di creare una enorme stampante 3D. Si tratta infatti di una stampante di circa 4 tonnellate, lunga 4 metri per 2 di larghezza, con all'interno un robot industriale.


I prezzi sono ancora alti ma restano nella media: 4.000 dollari per la versione elettrica e 2.800 dollari per la versione classica (la vendita online è disponibile da dicembre scorso). Arevo non è la sola (ci sono produttori in Gran Bretagna e in Slovenia), ma nessuno è riuscito finora a fare un telaio intero con il 3D.

In Italia c'è una fabbrica veneta, la Eurocompositi, con un obiettivo ancora più sfidante di quello di Arevo: riuscire a stampare una bicicletta in 3D ad un prezzo accessibile, in una fascia di prezzo media, e completamente green, magari con microplastiche recuperate dal mare. Per ora il progetto è ancora segreto.


Il momento è davvero quello giusto: la pandemia non rallenta come previsto, i vaccini sono in ritardo, ma l'economia deve continuare a girare. Se dobbiamo tornare in ufficio, meglio farlo usando una bicicletta, magari in 3D, completamente Made in Italy e personalizzabile per peso e altezza dell'utilizzatore, evitando così anche l'importazione da Paesi molto lontani che, proprio per i problemi causati dal Covid-19, hanno dovuto quadruplicare i costi di esportazione.





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