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Allineatestogiustificato

Smart Working e nuovi lavori: il 2020 è stato solo l’inizio
8 italiani su 10 hanno visto cambiare la propria vita con l’arrivo dell’epidemia Covid 19: produttività con numeri in negativo e aumento della cassa integrazione. Ma un nuovo approccio al lavoro, fino all’arrivo dell’epidemia relegato a qualche giorno a settimana, ha dimostrato come lavorare da casa sia possibile e come soprattutto possa in alcuni casi aumentare la produttività rispetto al lavoro in ufficio.
Parliamo dello smart working e di come questo nuovo modo di lavorare abbia permeato la realtà di tanti lavoratori italiani (circa il 50%).
La stima è che dopo la pandemia oltre un terzo dei dipendenti continuerà a lavorare in smart working.

E mentre alcuni lavori scompaiono, altri fanno capolino: due capitoli chiave del Next Generation Eu saranno il Green e il Digitale: nei prossimi anni saranno assunte 2,7 milioni di persone delle quali al 62% sarà richiesto di sviluppare strategie eco-sostenibili e al 56% di utilizzare tecnologie web e multimediali. Serviranno quindi ingegneri civili, energetici e meccanici, ma anche esperti di big data, cybersecurity e intelligenza artificiale.


Pagamenti elettronici e contactless, sicuri a 360 gradi, direttamente da smartphone.
Come tutte le cose nuove, anche l’iniziativa proposta dal Governo, il cosiddetto cashback, è stata accolta con indifferenza, timore e scarsa fiducia, complici anche le difficoltà di adesione con l’app IO. Nonostante ciò, il 2020 se ha visto una diminuzione dei consumi, ha visto un’impennata nell’uso di device mobili per acquisti di prodotti, non più solo tecnologici, ma anche legati al mondo del Food. Infatti, i pagamenti attraverso smartphone sono cresciuti dell’80% rispetto all’anno precedente (dati Osservatorio innovative payments del Politecnico di Milano), sfiorando quota 1,3 miliardi di euro. Idem per i pagamenti contactless: nel primo semestre 2020 si sono registrate 760 milioni di transazioni (+17%) per un totale di 31,4 miliardi di euro (+15%).

La ragione va ricondotta all’utilizzo della carta elettronica durante i 2 mesi di lockdown per acquisti online, abitudine che è continuata anche nei mesi successivi per pagamenti nei negozi, più sicuri anche a livello igienico e sanitario rispetto all’uso e allo scambio dei contanti.
Anche per i commercianti, i vantaggi dell’uso della carta di credito sono importanti anche se meno evidenti: i dati connessi agli acquisti dei propri clienti permettono di tracciare il loro profilo e comprendere in modo certo quali prodotti proporre attraverso campagne mirate, favorendo la fidelizzazione, esattamente come fanno i colossi dell’e-commerce.
Ma il fenomeno non si ferma qui: dopo il Telepass ormai diventato un pagamento contactless di massmassa, Amazon Go ha lanciato un supermercato fisico dove si paga senza passare dalla cassa, grazie all’uso di sensori in tutti i corridoi e con pagamento diretto attraverso lo smartphone. Lo stesso sistema si diffonderà ai distributori,
E per ridurre lo sforzo al minimo, saranno assistenti virtuali come Alexa a fare la spesa per noi, pagamento incluso, magari collegandosi al frigorifero, per capire cosa va comprato e cosa sta per scadere.


Digital divide e didattica a distanza (DAD)

Se la didattica a distanza ha risolto la frequenza scolastica di tante famiglie in tante città, allo stesso tempo è vero che ha anche dimostrato come ci siano ancora zone in Italia dove non è possibile fare lezione a distanza. Inoltre, anche là dove esistono PC e connessione a banda larga, esiste ancora tanta povertà educativa, non solo e non tanto tecnologica.
Ma come hanno reagito gli studenti? Uno studente su tre delle scuole superiori ritiene utile continuare con la DAD anche a Covid risolto e solo 7 su 10 ritengono che le lezioni a distanza siano ad un livello inferiore rispetto a quello fatto in classe.

Ma il digital divide è e rimane un problema enorme del nostro Paese, che andrà risolto nel più breve tempo possibile per evitare che aumenti la disuguaglianza scolastica, importante per un Paese come il nostro dove la cultura digitale è ancora a livello bassissimo mentre ancora alto è l’analfabetismo funzionale.





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