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TIM e Olivetti: una vera e propria cooperazione tecnologica per la Smart Agricolture

Sono ormai superati e lontani i tempi quando i Provider si occupavano solo di rete fissa e mobile. La rete è ormai diventata un'infrastruttura abilitante a pieno regime, e con l'avvento del 5G questo cambio di paradigma sarà ancora più evidente. Attualmente sono oltre 410 le soluzioni 4.0 offerte alle imprese agricole da parte di circa 160 fra aziende tradizionali e startup.

Tra queste anche TIM e Olivetti, con una recente iniziativa molto interessante per l'industri industria vinicola: l'approccio introduzione della smart agricolture nelle cantine Voerzio Martini nelle Langhe, Piemonte. Nell'azienda vinicola sono stati installati sensori con scheda SIM e droni che in tempo reale inviano dati sulla bagnatura delle foglie, sulla velocità del vento e altri dati ancora che vengono analizzati da una piattaforma ad hoc e memorizzati sulla blockchain di TIM in collaborazione con Olivetti.

Mentre TIM si è occupata dell'infrastruttura fissa e mobile, la digital farm di Olivetti ha provveduto alla parte IoT, i partner Seikey ai droni e Auroras ai sensori.

La tecnologia L'Agritech non è fine a se stessasé stesso: significherà significa efficientamento, miglioramento della qualità del prodotto, saving, attenzione all'impatto ambientale ma anche maggiore sicurezza per il produttore e per il cliente finale, con la certezza di una filiera controllata e certificata.

L'era degli operatori di connettività concentrati solo ed esclusivamente sulla fornitura di servizi di connettività alle PMI si è evoluta ad una realtà più ampia e di integrazione con IoT, sensoristica e Big Data, anche nell'ottica di un definitivo superamento del Digital Divide.

Smart Agricolture oltre il Covid-19

Una ragione di più per investire in tecnologia nel campo agricolo è che il settore è uno dei pochi che non solo ha retto all'impatto della pandemia ma è addirittura cresciuto, e non si tratta di un caso isolato di questo terribile 2020.


Aveva infatti tenuto già durante la crisi economica di 10 anni fa: tra il 2008 e il 2019 il valore aggiunto generato è stato pari al 19%, rispetto al 7% del Manifatturiero e nei primi 7 mesi del 2020 il settore agroalimentare ha visto un aumento del 3% mentre la vendita di prodotti non alimentari ha subito una diminuzione del 17%.

Il risultato è un mercato italiano dell'agricoltura stabile se non in crescita, una specie di àncora di salvezza per l'economia nazionale, anche grazie ad un utilizzo ormai consolidato di soluzioni e di sistemi digitali per il lavoro agricolo che ha toccato i 450 milioni di euro nel 2020, con una spesa concentrata in questi ambiti principali: monitoring e controllo (39%), software gestionali (20%), macchinari connessi (14%), monitoraggio da remoto (10%), mappatura (9%), supporto alle decisioni (5%).








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