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You Tube: il format dei video di scuse

10/07/2020

La crescita del movimento BLACK LIVES MATTER è diventato un punto di non ritorno, influenzando anche YouTube, con la pubblicazione di numerosi apology videos.

Allineatestogiustificato

Un occhio al passato per un futuro diverso, anche su YouTube

La morte di George Floyd lo scorso maggio ha riattivato il movimento antirazzista nato nel 2013, e ora popolare non solo in USA ma anche nel resto del Mondo. La violenza della polizia americana nei confronti di neri e manifestanti ha portato un po’ tutti a guardare al passato in modo diverso. HBO ha bandito Via col Vento dai propri palinsesti; lo stesso è accaduto per alcune emittenti radiofoniche per canzoni poco politically correct, fino alla plateale distruzione delle statue di personaggi del passato che si erano resi colpevoli di forme più o meno importanti di razzismo e violenze.

YouTube non è rimasto indenne dall’ondata di sensibilizzazione e attenzione nei confronti delle minoranze e delle categorie più sensibili. Da qui, una serie infinita di video di scuse, registrati da YouTubers più o meno importanti, che si erano macchiati di avere deriso minoranze etniche, donne e persone con handicap.

È nato così un vero e proprio format, l’apology video: niente ville e piscine sullo sfondo, niente cani, gatti o automobili sportive, nessuna voglia di mostrarsi belli, giovani, cool o felici, con un abbigliamento griffato e orologi o collane chiaramente costose. L’idea è quella di mostrarsi con un profilo molto basso, estremamente sinceri, di guardare i propri fan (e soprattutto chi paga gli spazi pubblicitari) negli occhi e di chiedere scusa per cose dette o fatte.

Jenna Marbles e Shane Dawson: 20 minuti di scuse e lacrime

Due gli YouTubers in particolare, con un numero di fan milionario (Jenna Marbles, con 20 milioni di iscritti al suo canale YT), e Shane Dawson (con22 milioni di iscritti), hanno registrato ognuno un lunghissimo video di scuse per le cose dette in video precedenti. La prima, irriconoscibile, senza trucco, spettinata e in felpa, dal suo salotto;

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il secondo al limite delle lacrime, seduto addirittura in bagno.

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Per entrambi, l'immagine veicolata è quella di umiltà, pentimento e vergogna.

Quello che a noi interessa però non è se le scuse siano sincere o meno, ma cosa comporti a livello economico per loro e per altri YouTubers che fanno della loro presenza sul canale video un lavoro remunerato dagli inserzionisti pubblicitari, i quali potrebbero boicottare lo stesso YouTube. Se non verranno stabilite regole più restrittive sui contenuti, saranno gli stessi finanziatori a defilarsi, perché se accanto ad un video dai contenuti discutibili appare la pubblicità di una birra piuttosto che di un paio di jeans, saranno anche i brand ad essere abbandonati.






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