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Snapchat spiegato in 10 cifre

21/02/2017


Snap, la società che controlla l'app dei contenuti evanescenti, si avvicina alla quotazione. Un percorso che, tra documenti obbligatori e roadshow, dà la possibilità di conoscere un po' meglio la creatura di Evan Spiegel. Il modo più efficace per descriverla è con i numeri. Ecco 10 cifre che fanno intuire pregi e difetti di Snapchat.

 

 

158 milioni 

Sono gli utenti attivi sull'app alla fine del 2016. Un numero che porta con sé una buona e una cattiva notizia. Iniziamo dalla prima: in un anno, Snapchat ha guadagnato quasi un terzo del suo pubblico (era a 107 milioni al termine del 2015). La corsa però (e qui arriva la cattiva notizia) sta rallentando.

 

5 milioni 

Sono gli utenti guadagnati da Snapchat nell'ultimo trimestre 2016. Per la prima volta, il progresso anno su anno è stato inferiore al 50%. A impensierire l'app non sono tanto i numeri assoluti quanto la loro (possibile) spiegazione. La frenata è iniziata ad agosto, cioè da quando Instagram ha lanciato le sue Stories (la funzione simile a Snapchat). Adesso che le Stories sono arrivate anche su Facebook, la concorrenza cresce. Snapchat reggerà l'urto?    

 

514,6 milioni di dollari  

È l'ultima riga (in rosso) del bilancio di Snap. Tradotto: la società non ha mai guadagnato e non produce utili. Ha perso 1,2 miliardi nel solo quarto trimestre 2016. I ricavi (404 milioni) sono quasi otto volte quelli del 2015. Ma non basta. Il modello di business è tutto poggiato sulla pubblicità. Raggiungere la profittabilità sarà la grande sfida dei prossimi mesi.


1859 

Sono i dipendenti dichiarati da Snap nel documento inviato alla Sec (la Consob americana) durante la trafila burocratica pre-quotazione. In un solo anno sono più che triplicati. Anche se la società ammette di avere “un management giovane, poco abituato a gestire una crescite del genere”.  


37% 

È la quota degli utenti compresi tra i 18 e i 24 anni. Snapchat si conferma quindi app molto amata tra i giovani. Un quarto degli utenti ha meno di 17 anni, mentre solo il 14% supera i 35.

 

 

 

3 miliardi

È la cifra (in dollari) che Mark Zuckerberg sarebbe stato disposto a spendere nel 2013 per comprare Snapchat. L'app era stata fondata da poco più di un anno, ma il fondatore Evan Spiegel rifiutò l'offerta (in contanti). Allora sembrò avventato, ma il tempo gli ha dato ragione.

 

 

22,5 miliardi

Spiegel ha avuto ragione perché la società si avvicina alla borsa con una forbice di prezzo tra i 14 e i 16 dollari per azione. Cioè con una valutazione tra i 19,5 e i 22,5 miliardi di dollari. Molto più dell'investimento proposto da Zuckerberg, che non potendo comprare ha preferito copiare alcune funzioni del rivale. 


4,2 miliardi 

Quando Snap suonerà, per la prima volta, la campanella di Wall Street, Evan Spiegel incasserà 4,2 miliardi di dollari. E manterrà il controllo della società assieme al cofondatore Bobby Murphy (che di miliardi ne incasserà 3,6).


157,5 milioni

Dai documenti è emerso Reggie Brown. Chi è? È il terzo fondatore dell'app. Sta a Snapchat come Eduardo Saverin sta a Facebook: dopo un periodo di collaborazione, è stato estromesso dalla società. Ha accettato di fare un passo indietro dopo una causa che gli ha permesso di incassare, appunto, 157,5 milioni di dollari.

  

130 dollari 

È il prezzo degli Spectacles, gli occhiali con fotocamera annessa che, a oggi, rappresentano il solo prodotto hardware di Snap. Per ora è un esperimento. Ma sarà qualcosa di più: Snap non è più solo una sviluppatrice di app. Adesso si definisce una “camera company”.