Scopri tutti gli articoli e le iniziative nelle varie sezioni del portale

Più consultati


Tags

Perché i bitcoin sono diventati un bene rifugio


31/03/2017


Se c'è un aggettivo che descrive i bitcoin è “controversi”. Lo sono perché si conosce il nome ma non l'identità del loro creatore, Satoshi Nakamoto. Lo sono perché dividono tra apocalittici e integrati. La valutazione in altalena della criptovaluta non aiuta a fare chiarezza. Ma fornisce comunque alcune indicazioni.


I bitcoin oltre l'oro

I bitcoin erano schizzati oltre i 1100 dollari alla fine del 2013. All'ascesa era seguita una ripida caduta, dovuta al fallimento di Mt.Gox, la principale piattaforma di scambio della valuta digitale. Nel giro di un anno, la valutazione si era ridotta fino ad avvicinarsi ai 200 dollari. Poi, da allora, una nuova arrampicata. All'inizio di marzo, il bitcoin sfiora quota 1300 dollari, tocca un nuovo massimo ed effettua un sorpasso storico: per la prima volta supera il valore dell'oro, con un'oncia scambiata a 1.227,10 dollari.

Il peso della Cina

I fattori che hanno sostenuto il valore dei bitcoin negli ultimi mesi sono diversi. Molto si spiega con quello che sta succedendo in Cina. Nel Paese si concentra oltre il 50% dei bitcoin. È chiaro quindi che le scelte normative e finanziarie di Pechino incidano in modo significativo sul mercato globale. Le restrizioni alla circolazione e all'esportazione di capitale imposte dal governo hanno spinto a puntare sulla criptovaluta e sulla tecnologia su cui si basa (la blockchain), per definizione priva di centri direttivi e confini. Questo, però, non può essere il solo motore della moneta elettronica. Anche perché le transazioni in bitcoin sono anonime ma tracciabili. La criptovaluta viene scambiata soprattutto all'interno del Paese, con la produzione incoraggiata da un costo dell'energia molto contenuto. Cosa c'entra l'energia? I bitcoin vengono “estratti” (il termine inglese è “mining”) attraverso l'impiego di software con elevata capacità di calcolo. Le macchine sulle quali girano hanno bisogno di essere alimentate e raffreddate, consumando elettricità. 

Un rialzo strutturale?

Il rialzo, oltre alle scelte cinesi, potrebbe però avere un carattere strutturale. Il protocollo su cui si basa la criptovaluta prevede di mettere in circolazione al massimo 21 milioni di bitcoin. Il limite sarà raggiunto nel 2040. Con una diminuzione “dell'estrazione” a intervalli regolari. Tradotto: andando avanti nel tempo, ci saranno sempre meno bitcoin disponibili. E con un'offerta in calo, il prezzo dovrebbe aumentare sul lungo periodo.

L'ultimo scivolone

I rischi restano. Anche perché, in una platea ancora contenuta, le piccole variazioni possono avere un impatto notevole. L'ultimo crollo è di qalche giorno fa. Lo scorso 11 marzo, la Sec ha respinto la proposta dei gemelli Winklevoss (famosi per aver contestato a Zuckerberg la paternità di Facebook). Avevano proposto di istituire un fondo d'investimento che seguisse il prezzo dei bitcoin e potesse essere scambiato come i titoli azionari. Il via libera avrebbe aperto la criptovaluta a un pubblico più ampio. Il no, invece, ha sortito un calo superiore al 18%. 

I bitcoin bene rifugio

Il grafico che segna il percorso dei bitcoin racconta ripide cadute all'interno di un progresso generale. I bitcoin non saranno diventati una moneta per comprare beni su larga scala, ma di certo si sono trasformati in un asset, più rivolto all'investimento che all'acquisto. Sono diventati, nonostante le frequenti oscillazioni, un bene rifugio.