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Operazione nostalgia: la tecnologia si ispira al passato

05/05/2017


Nostalgia canaglia. Negli ultimi mesi sono spuntati nuovi dispositivi con un sapore quantomeno datato. È la tecnologia vintage. Gli adolescenti che hanno trascorso anni con in mano un telefonino con autonomia sterminata e videogiochi dalla grafica approssimativa sono diventati adulti. Possono spendere. E vogliono riscoprire i tempi che furono. Spinti da questa domanda (inedita nel campo nella tecnologia), diversi marchi hanno (ri)lanciato prodotti storici. Non rappresentano certo la voglia di ritornare alle vecchie abitudini ma il segnale che anche il digitale è diventato abbastanza grande da ricordare il suo passato.

 

 

 

 

L'emblema di questa tendenza è il Nokia 3310. Del gruppo che, a cavallo tra gli anni '90 e 2000, aveva imposto la propria egemonia è rimasto poco. Oggi Nokia non è un'azienda indipendente ma un marchio. Era stato acquistato da Microsoft e diluito nella gamma Lumia. Un'operazione fallimentare, che ha convinto il gigante di Seattle a disfarsi del brand. È arrivato hmd (sussidiaria finlandese di Smart Connect LP, un fondi di private equity). Oggi Nokia ci mette i brevetti, mentre la produzione è affidata a una sussidiaria di Foxconn.

In mezzo a tutto questo vagare, Nokia ha deciso di guardarsi indietro. E durante il World Mobile Congress, ha svelato al mondo il 3310. A poco è servito che la società abbia esaurito la presentazione in pochi minuti e in coda all'evento: il telefonino ha offuscato il lancio del Nokia 3 e del Nokia 5, i dispositivi con i quali il marchio si gioca un pezzo di futuro. Tanta era la curiosità che

 

il 3310 ha comunque attirato su di sé le attenzioni del mondo geek e degli utenti più nostalgici. Il design ricorda molto da vicino il modello originale, quello lanciato nel 2000. Tastierino numerico, 22 ore di conversazione e un mese di autonomia in stand-by. Niente schermo touch. Ci sono radio, lettore Mp3, fotocamera da appena 2 megapixel, connessione 2G e 16 MB di memoria. Insomma: telefonate e poco altro. Tra il “poco altro”, ovviamente, c'è Snake, storico giochino Nokia. Nessuno spera che il nuovo-vecchio 3310 possa avere un successo tale da sostenere la casa finlandese (anche perché costa meno di 50 euro). Si tratta di una trovata che strizza l'occhio al marketing e ascolta un pubblico maturo.

 

Il 3310 non è la sola espressione di questa tendenza. A novembre, Nintendo ha lanciato NES Classic Mini, riedizione della storica consolle in 8-bit. Stile spartano, grafica ed esperienza di gioco d'altri tempi. Dopo qualche mese, la casa giapponese ne ha annunciato il ritiro, ma non certo perché sia stato un fallimento. Tutt'altro: Nintendo prevedeva inizialmente una comparsata sul mercato. Spinto dalla domanda massiccia, ha prolungato la produzione fino ad aprile. Poi lo stop, perché NES Classic Mini ha esaurito la sua missione: far ricordare agli utenti i bei tempi andati per richiamare l'attenzione sul marchio e sostenere Switch, la nuova consolle del gruppo (questa sì, carica di aspettative).

 

La voglia di passato ha riportato in auge anche il marchio Polaroid. Un brand che ha dominato il mercato, che sembrava spacciato con l'avvento della fotografia digitale e che è stato riscoperto ormai da qualche anno. In comune con NES e 3310 ha l'assenza di pretese. Le macchine Polaroid non hanno l'ambizione di battersi con le digitali evolute: sputano le foto stampate al momento, come hanno sempre fatto. Non rincorrono il mercato tecnologico ma ne presidiano uno nuovo, quello tech-nostalgico. È una moda o è destinato a espandersi? Difficile dirlo: di certo però la platea di ex bambini cresciuti a pane e tecnologia è destinata a crescere. E finché ci sarà domanda, ci sarà anche l'offerta.