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London calling - I reportage di TIM OPEN nel mondo: Lanzarote

05/03/2018

Dai sensori nei vigneti di malvasia al progetto di IoT al Parco nazionale di Timanfaya, passando attraverso le sperimentazioni dell'Agenzia spaziale europea fino all'energia eolica.

Introduzione

L’isola più vicina all’Africa tra quelle delle Canarie, Lanzarote si distingue da tutte le altre per la sua storia, ricca di fascino ma anche di profonde tragedie. Oltre a spiagge e mare meravigliosi, il suo attuale paesaggio lunare è stato originato da eruzioni importanti verificatesi nel 1730 per una durata di sei mesi, seguite da un terremoto violento che distrusse completamente l’isola e sterminò ogni essere vivente. Nonostante ciò, la passione dei suoi abitanti e le nuove tecnologie hanno contribuito a renderla una delle isole più belle e più innovative delle Canarie.


Malvasia: il vino preferito dal Bardo e dai sensori

Nonostante la terra vulcanica, la carenza di acqua e il vento, Lanzarote vanta alcuni tra i vini più buoni di tutta la Spagna. In particolare, la Malvasia, “seca” o “duce”, fu apprezzata già in tempi lontani (allora veniva chiamata sack), anche da personaggi famosi quali Shakespeare, Stevenson e Keats.

Nelle aziende vinicole dell’isola (le due regioni più fertili sono la Geria nella zona sud e Ye Lajares nella zona nord), risulta fondamentale coniugare la tradizione (in alcuni vigneti si lavora ancora oggi a piedi nudi) all’innovazione. Le precipitazioni molto scarse obbligano ad avere un controllo continuo, in modo tale che l’irrigazione sia costante (la notte può essere molto umida, il giorno molto secco) e che il terreno abbia una certa temperatura. Prima di tutto, vengono utilizzati dei sensori nel terreno per valutare il grado di umidità e la temperatura; sono presenti in ogni fila dei punti di controllo e delle piccoli stazioni metereologiche. I dati raccolti servono a fare un quadro di lungo termine e a valutare eventuali variazioni e accorgimenti. Questo sistema viene usato anche nelle piantagioni di banani, di cui Lanzarote è ricca, e di tanti altri prodotti ortofrutticoli.

 

La Route de los volcanos con auto elettriche automatiche

Sono 300 i vulcani disseminati nel Parco nazionale di Timamfaya e visitarli è possibile solo attraverso un servizio di bus organizzato dal Parco, oppure, con mesi di anticipo, organizzando una visita a piedi accompagnati da una guida. È però in fase di realizzazione un progetto pilota dell’università Carlos III di Madrid che ha l’obiettivo di sviluppare una serie di autoveicoli elettrici con pilota automatico. Quale sarebbe il risultato? Riduzione di CO2, maggiore rispetto dell’ambiente circostante, veicoli collegati in ottica IoT e zero incidenti.

Energia rinnovabile: il traguardo del 2050 per l’arcipelago spagnolo

Circondate dal mare, illuminate dal sole 365 giorni all’anno e battute da venti onnipresenti, le isole delle Canarie hanno a loro disposizione un incredibile patrimonio di energia rinnovabile: energia solare, marina ed eolica.

Greenpeace ha commissionato al DLR Institute of Engineering Thermodynamics una ricerca sul futuro dell’energia rinnovabile nelle isole Canarie. Convertendo energia eolica, solare e marina in energia elettrica potrebbe significare arrivare al 2050 con il 100% dell’energia elettrica prodotta solo attraverso fonti rinnovabili. Uno degli obiettivi del governo delle Canarie è di raggiungere entro la fine del 2018 il numero di 70 wind farm.

Ma senza arrivare al 2050, già ora esiste un caso unico. L'isola più piccola e più remota dell'arcipelago delle Canarie, El Hierro, sta portando a termine un ambizioso progetto in quanto prima isola al mondo alimentata esclusivamente da fonti ad energia rinnovabile tra solare, eolico e idroelettrico.

Secondo un modello unico al mondo, la centrale Gorona del Viento, combina cinque turbine eoliche e due bacini. L’energia prodotta in eccesso, serve a dissalare l’acqua marina pompandola al deposito situato in un cratere vulcanico opportunamente impermeabilizzato a 700 metri di altitudine, mentre nei periodi in cui il vento scarseggia, l’acqua accumulata nel deposito superiore viene incanalata verso la centrale idroelettrica situata a livello del mare, per generare elettricità attraverso le sue turbine.

Questo progetto può divenire un esempio per tutte le isole del mondo e non solo, infatti ha già suscitato l’attenzione delle Hawaii (USA), Samso (Danimarca), Oki (Giappone), Aruba (Olanda) e Indonesia.

Tutte le isole delle Canarie sono hanno impianti eolici (a Lanzarote il Parque Eolico de Los Valles, con 5 impianti fotovoltaici).


Lanzarote paesaggio lunare oppure paesaggio marziano?

Una missione scientifica di 50 persone dell'Agenzia spaziale europea (ESA) ha testato sull'isola di Lanzarote l'utilità di nuovi strumenti che possono essere utilizzati in future missioni umane sulla superficie di Marte

Pangea è il nome del progetto con cui gli astronauti si alleneranno nel sottosuolo, una delle reali possibilità che si stanno prendendo in considerazione. La ragione principale è che il livello di avversità su Marte all'inizio sarà molto alto. Uno dei luoghi più sicuri e più sensati per gli insediamenti umani è quello di vivere in una delle molteplici tubi di lava o caverne su Marte. Luoghi simili a quelli che si possono trovare solo a Lanzarote.

I  test in un ambiente reale con così tante analogie geologiche di Luna e Marte permetteranno di imparare molto più che con qualsiasi simulazione artificiale possibile

Nell'area delle operazioni, gli esperti testano scanner avanzati, un drone e un robot gestiti a distanza le più recenti tecnologie di strumentazione, navigazione, tele-rilevamento, elaborazione di immagini 3D e apparecchiature geo-scientifiche.

Fra gli ospiti anche la missione ExoMars dell'ESA, che si stanno preparando a inviare un robot esploratore per il 2020 su Marte. Un robot accompagnato da una fotocamera ad alta risoluzione e un pacchetto di sensori per misurare il vapore acqueo in questo ambiente che dovrebbe essere completamente buio.


Il laboratorio geodinamico di Lanzarote: nuove funzionalità per il monitoraggio dell'attività vulcanica

Il Lanzarote Geodynamic Laboratory (LGL) è stato creato nel 1986 con l'idea di fare di Lanzarote un laboratorio naturale per svolgere studi al fine di acquisire maggiori conoscenze sulla sua origine, sullo stato attuale e sull'evoluzione (Vieira et al., 1991; 2006).

Il laboratorio ha 3 moduli osservativi distribuiti lungo l'isola in base alla sua infrastruttura e agli obiettivi scientifici, dove oltre 70 sensori registrano continuamente variazioni di gravità, deformazioni del terreno, livello del mare, attività sismica, parametri meteorologici, ecc. Tutte queste osservazioni sono integrate da periodiche misure di reti geodetiche e geofisiche che ci permettono di effettuare studi a scala locale, insulare e regionale. L'applicazione di tecniche geodetiche e geofisiche per identificare i segnali geodinamici relativi ai processi vulcanici è quindi un'attività di ricerca permanente del laboratorio.

Questo elemento diventa più interessante a causa dell'eruzione vulcanica che si sta verificando in altre isole dell'Arcipelago delle Canarie dal luglio scorso. Cioè, la ricerca multidisciplinare condotta fino ad oggi alla LGL ci consente di applicare osservazioni multiparametro di diversi tipi di manifestazioni vulcaniche a livello superficiale e confrontare i processi geodinamici associati con un'area attiva della crosta terrestre. A loro volta, i risultati ottenuti possono fornire nuovi input per studiare i primi segnali dell'attività vulcanica e contribuire alla mitigazione del rischio vulcanico. La LGL intende essere uno status permanente di rinnovamento, attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie per la registrazione dei dati e la trasmissione in tempo reale, nonché per testare nuovi sensori, attrezzature scientifiche e tecniche osservative relative al monitoraggio e all'osservazione dell'attività vulcanica. 

Il laboratorio è quindi aperto a sostenere e migliorare la collaborazione tra scienziati e istituzioni nazionali e internazionali impegnate nella ricerca nelle aree vulcaniche attive. Tutte queste capacità sono necessarie quando le osservazioni a terra ad alta risoluzione devono fornire la base per lo studio delle fonti di deformazione vulcanica.