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London calling - I reportage di TIM OPEN nel mondo: Kyoto

03/05/2018

Spesso contrapposta alla frenetica Tokio, Kyoto nasconde, dietro i giardini perfetti, le pagode e i tradizionali ed eleganti kimono, un lato sorprendentemente geek!


La tradizione come base dell'innovazione

Nelle guide turistiche e sui poster delle compagnie aeree, Kyoto è descritta come il fulcro del Giappone tradizionale (fu capitale essa stessa prima di Tokio, precisamente dal 794 al 1868). Ma dietro questo "paravento", Kyoto è da più di 50 anni un hub specializzato in ingegneria, tecnologia e biotech. L'elemento che caratterizza l'approccio giapponese al lavoro, il cosiddetto "thing-making", ha le sue origini proprio a Kyoto. Dal tessile, ceramiche, templi e carta pregiata, la città si è evoluta in uno dei punti nevralgici dell'industria giapponese di information technology.

Kyoto non è solo la città che ha lanciato colossi internazionali quali Kyocera, Omron e Horiba ma che ha anche accolto il primo incubatore di startup, il Kyoto Enterprise Development. In particolare, per le startup più ambiziose la vicinanza alla base industriale e ingegneristica di Kansai è a dir poco fondamentale. 

Una strana città Kyoto, dove investire e dove fare nascere nuove imprese e fare crescere startup. Da una parte, una città bellissima e con ancora forte quella radicata tradizione giapponese fatta di dedizione al lavoro e di un forte senso di superiorità; dall'altro una città lontana dalla occidentale Tokio, proiettata più verso l'Europa che verso l'Estremo Oriente.

Una città ad alta concentrazione di università e di startup

A cementare tutte queste qualità è la tradizione universitaria di Kyoto: la Kyoto University è tra le prime 30 al mondo, la stessa dove si laureò Shinya Yamanaka, premio Nobel per le sue ricerche sulle cellule IPS. Oltre alla Kyoto University, altre 47 si aggiungono a questa, in una delle città con il più alto numero di università al mondo. E non è un caso che in questa concentrazione di menti siano nate numerose startup, alla cui crescita hanno contribuito gli incentivi da parte del governo locale.


Un attento programma di accelerazione diretto dal Governo che mette insieme docenti universitari e consulenti esterni, insieme per collaborare alla creazione di progetti innovativi. Nuovi sforzi sono stati fatti recentemente per collegare i capitali alle startup tech, l'energia alla biotech con il Kyoto University Venture Fund, creato nel 2007 e ampliato in modo significativo nel 2013, con il Miyako Capital. Molto importante è stata anche la presenza del Kyoto Research Park, che aiuta le startup particolarmente visionarie e innovative.

Dal 2016, ogni anno più di 100 persone da più di 20 diversi paesi sono coinvolte nella Kyoto Startup Summer School, una degli eventi più importanti per le startup in Giappone (quest'anno dal 19 agosto al 2 settembre)

Nintendo, ovvero la casa di Mario

Chiamarla semplicemente un'azienda giapponese è davvero molto riduttivo. Nintendo non poteva che nascere a Kyoto e di Kyoto porta la tradizione e l'orgoglio.Anche se Nintendo è conosciuta per i videogiochi e per Mario (famoso personaggio del Donkey Kong), è nata come produttrice di giochi con le carte che continua a produrre, non in ottica di profitti ma per tradizione.


Una delle più grandi imprese giapponesi, Nintendo fu fondata il 23 settembre 1889 da Fusajiro Yamauchi e all'inizio degli anni ottanta è passata dai giochi di carte e ai giochi elettronici. Sebbene sia entrata nel mondo dei videogiochi nel 1975 come distributore della console Magnavox Odyssey, nel 1977 Nintendo ha cominciato a costruire una serie di console proprie dal nome Color TV Game. Grazie all'enorme successo riscosso in Giappone arrivò nel mercato dell'America settentrionale nel 1985 e l'anno successivo approdò in Europa.

Gli appassionati di Nintendo che vogliono andare in pellegrinaggio alla sede di Kyoto rimarranno delusi: potranno infatti solo vedere la parte esterna della sede, sia della nuova sia della vecchia. E il museo riporta distese in una sala le carte del "Hyakunin Isshu", un gioco di carte composto da 100 poemi.