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London Calling - i reportage di TIM OPEN nel mondo: Minorca

05/07/2018


Minorca, una delle isole che formano l'arcipelago delle Baleari. Mare, sole e ... tanta innovazione.



Benjamí Villoslada: "Vogliamo trasformare le Baleari in un paradiso di sole e Dati"

Co-fondatore di Menéame e direttore del Dipartimento di sviluppo tecnologico delle Baleari, Benjami ha ben chiara la questione sulla connettività e le potenzialità dei data center nell'arcipelago.


Soprattutto durante la stagione estiva, durante la quale la popolazione raddoppia, è fondamentale che tutte le isole dell'arcipelago siano "attrezzate" per fornire a tutti connettività, su fisso e mobile. L'isola più in crisi è sicuramente Formentera, Maiorca arranca e a Minorca, soprattutto d'estate, la rete è satura. L'isolamento delle isole non aiuta, ma per gli yacht in particolare -il turismo mobile più abbiente- la connessione mobile si trova sempre, e la procurano direttamente gli operatori telefonici. Fibra e connessioni mobili affidabili attirano anche imprese che altrimenti non potrebbero lavorare.

Il direttore di  IB3, Joan Carles Martorell, lavorava alla Apple. "Quando lavoravo in Irlanda, pioveva così tanto che avevo sempre gli occhiali bagnati. Preferirei lavorare alle Baleari, ma occorre che la rete e i data center siano presenti e capillari. Ci vuole un'infrastruttura che funzioni."

Il clima è un fattore importante: se i turisti vedono che alle Baleari non c'è solo il sole ma anche un'infrastruttura efficiente, possono pensare di stabilirsi, diventare residenti e mettere gli uffici della propria impresa in una delle isole.

Ma è fondamentale una collaborazione tra Pubblico e Privato: un data center, (neutral point), soldi dal Fondo Europeo e dalle banche, oltre agli apporti delle compagnie telefoniche e degli operatori.

Next step:500mila sensori che trasformeranno le Baleari nell'arcipelago dello IoT. 


2050: l'obiettivo è arrivare al 100% di energia rinnovabile, auto comprese

Ibiza, Minorca, Formentera e Maiorca passeranno al 100% di energia rinnovabile entro il 2050. Le Baleari diventeranno la più grande comunità GREEN al Mondo.

Si sta varando un piano di lotta ai cambiamenti climatici incentrato sulla transizione energetica con l’obiettivo di arrivare al cento per cento di rinnovabili e mobilità elettrica. Il Governo delle Baleari punta il dito contro il governo centrale di Madrid accusandolo di inattività nei confronti dell’Accordo di Parigi.

Il governo regionale ha proposto una legge sui cambiamenti climatici con l’obiettivo di potenziare le energie rinnovabili e creare le condizioni per diventare una destinazione turistica sostenibile e incrementare l’occupazione locale.

Con questa legge vogliamo trasformare quella che spesso è la nostra sfida più grande – il fatto di essere delle isole – in un’opportunità“, ha detto Joan Groizard Payeras, direttore energetico del governo regionale. “Passare a un sistema basato al cento per cento su rinnovabili e mobilità sostenibile dovrebbe essere più facile qui sulle isole che nel continente, è quindi una nostra responsabilità iniziare a lavorare su questo vantaggio”.

Secondo la legge, il governo regionale intende aumentare le energie rinnovabili al 10 per cento entro il 2020, al 35 per cento entro il 2030 e al 100 per cento entro il 2050. Inoltre saranno definiti piani quinquennali attraverso i quali verranno illustrati i percorsi per raggiungere i target per le rinnovabili, verranno poi introdotti obiettivi vincolanti in materia di emissioni per le imprese e si lavorerà per raggiungere il 2 per cento di veicoli elettrici entro il 2020, per arrivare al 100 per cento entro il 2035.


Coste e mare pulito: la chiave per il turismo nelle Baleari

Ogni anno, più di 2 milioni di turisti scelgono le Baleari per le loro vacanze al mare. Fondamentale è che le coste siano pulite e il mare trasparente. Il solo modo perché questo accada è una pianificazione da parte di aziende specializzate che tengano costantemente pulito il mare vicino alle coste (circa 1 km). Una flotta di barche pattuglia le coste tra giugno e settembre, raccogliendo circa 100 tonnellate di rifiuti, con una delle più avanzate tecnologie in questo campo.



Attraverso un software di ultima generazione (MOBA CitInApp), gli skipper sulle barche possono comunicare i problemi incontrati direttamente con l'app, fornendo la posizione esatta con il GPS. Come funziona? Quando la crew della barca scopre un importante agglomerato di detriti o rifiuti nel mare, viene scattata una foto, inviata alla data room, dove ogni problema viene registrato, processato e salvato. Il gruppo di lavoro della data room individua il punto esatto del rilevamento e procede alla risoluzione, per esempio inviando altre barche sul posto per rimuovere il prima pssibile i rifiuti.

Usando CitInApp, l'utilizzatore può scegliere tra una decina di categorie di detriti chimici o animali, cosìda gestire in modo adeguato e personalizzato ogni tipo di rifiuto. Inoltre, di fronte alla presenza di grandi banchi di meduse, l'app può avvertire la Guardia costiera che a sua volta dà annunci ai turisti delle località interessate.


ParcBIT, ovvero il Parco delle Baleari per l'Innovazione tecnologica

Le Isole Baleari hanno una grande forza innovativa, caratteristica che le rende interessanti per i nuovi settori tecnologici. Uno degli esempi più interessanti è il ParcBit, Parc Balear d'Innovaciò tecnologica, con sede a Maiorca. 

Il parco ospita numerose imprese tecnologiche, startup e un incubatore che ospita professori, ricercatori e imprenditori.