Scopri tutti gli articoli e le iniziative nelle varie sezioni del portale

Più consultati


Tags

L'intelligenza artificiale tra Apocalittici e Integrati

21/11/2016


Kevin Kelly, co-fondatore di Wired, è entusiasta: l'AI è alla base di una nuova rivoluzione. Il fisico Stephen Hawking non nasconde i suoi dubbi. Tra opportunità e rischi ancora tutti da conoscere

 

Ieri la tv, oggi l'intelligenza artificiale. Come suggeriva Umberto Eco in un saggio del 1964, le innovazioni che si avvicinano alla diffusione di massa dividono pubblico ed esperti tra “apocalittici e integrati”. Catastrofisti contro ottimisti. Il dibattito è tanto più forte per l'AI, perché non si tratta solo di un mezzo ma di una tecnologia capace di trasformare il rapporto tra uomo e macchina, la vita quotidiana (pubblica e privata), il modo di lavorare, comunicare, abitare.

Kevin Kelly, co-fondatore ed ex direttore di Wired, è un autore che si occupa di cultura digitale da  trent'anni. Basta leggere il tweet fissato in alto sulla sua timeline per capire come la pensa: “Nel lungo periodo, il futuro viene deciso dagli ottimisti”. Lo scorso ottobre, nel corso di un webinar, è stato ancora più chiaro: “Tutto verrà trasformato dall'intelligenza artificiale in qualcosa di nuovo”. Niente scenari distopici alla 2001 Odissea nello spazio, film del 1968 firmato da Stanley Kubrick nel quale il computer di bordo HAL 9000 prende il controllo di un'astronave e del suo equipaggio. Alla concorrenza tra uomo e macchina, Kelly preferisce uno scenario basato sulla collaborazione. Anche per quanto riguarda uno dei temi più sensibili, l'occupazione: “L'Intelligenza artificiale porterà via molti posti di lavoro ma ne creerà altrettanti”.  

Più critica è la versione di Stephen Hawking, uno dei fisici più famosi del pianeta. Durante un discorso tenuto alla Cambridge University, ha affermato che l'intelligenza artificiale “potrebbe essere la cosa migliore o la peggiore che sia mai accaduta all'umanità”. E ha aggiunto che “ancora non sappiamo” quale delle due opzioni si realizzerà. L'impatto sull'attuale economia “sarà dirompente”. E in futuro l'AI “potrebbe sviluppare una volontà propria in conflitto con la nostra”.

I suoi limiti sono ancora tutti da scoprire, ma intanto l'AI è già in mezzo a noi. Dai suggerimenti dei motori di ricerca ai veicoli autonomi. I bot, cioè i software che interagisco con gli utenti, sono sempre più diffusi. Siri, Google Assistant e Cortana non sono più semplici assistenti vocali: stanno diventando il centro di controllo degli ecosistemi di Apple, Big G e Microsoft. Sono solo abbozzi di quel che sarà. Potrebbero esserlo anche gli intoppi degli ultimi mesi. Lo scorso marzo, Microsoft ha dovuto chiudere dopo poche ore Tay, il primo account Twitter governato dall'intelligenza artificiale. Avrebbe dovuto imparare dagli altri utenti per avere un'interazione umana e naturale. A poche ore dal lancio, ha iniziato a twittare insulti sessisti e inneggiare a Hitler. Il 24 ottobre, un violento attacco DDos ha spento un pezzo di internet, compresi Amazon, Tumblr, Reddit, Spotify, Netflix e PayPal. È arrivato sfruttando i dispositivi della Internet of Things. Non smartphone e laptop ma un esercito di sensori, telecamere, frigoriferi connessi. Questa volta la rete è stata intaccata dall'uomo, ma l'episodio dimostra quanto sia pervasivo il tema della sicurezza, sopratutto se gli elettrodomestici cominceranno a pensare per proprio conto.

Tra apocalittici e integrati, la Casa Bianca, in un report dedicato all'intelligenza artificiale pubblicato il 13 ottobre, ha cercato di fare il punto con un approccio molto pragmatico. Ha previsto che “saranno colpiti i lavori meno qualificati”. Ma anche che ci saranno “nuove professionalità”. L'AI sveltirà la burocrazia ma “pone nuovi problemi in tema di privacy e trasparenza”. E ancora: le macchine intelligenti “ridurranno incidenti e inefficienze” ma potrebbero anche “diventare un'arma”. Il loro sviluppo non si può fermare: lo afferma Kevin Kelly sin dal titolo del suo ultimo libro sui trend del futuro: “The Inevitable”, cioè “l'inevitabile”. Anche la Casa Bianca pensa che sia inutile opporsi all'innovazione. La soluzione, al contrario, è guardarla da molto vicino: “Lo studio dell'intelligenza artificiale può aiutarci a conoscerla”. Perché solo “usandola con giudizio, potrà aiutarci a costruire un futuro migliore”.