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IoT : il gioco delle matrioske

08/11/2018

Un mondo di cose “parlanti” e le sfide per la sicurezza


Più di 40 anni fa, Bill Gates e Paul Allen fondarono Microsoft con l’obiettivo di mettere un pc su ogni scrivania del mondo. Nessuno ci credeva, e invece è successo. Praticamente tutti si sono trovati in poco tempo con una macchina Windows nel proprio ufficio e ai Governi restava il compito di capire come togliere il monopolio a Microsoft.

Cose di questo tipo succedono di continuo nell’industria tech. L’obiettivo di Mark Zuckerberg per esempio è stato quello di connettere tutti gli abitanti del Pianeta. E ci è riuscito.

Il fenomeno al quale stiamo assistendo ora non è solo e tanto quello di fare parlare gli oggetti (IoT), ma quello di mettere un computer dentro ogni oggetto al fine di connettere tutti gli abitanti della Terra.

Automobili, lucchetti, lenti a contatto, tostapane, frigoriferi, sex toys, lampadine, spazzolini, … . Centinaia di piccole startup stanno partecipando a questa nuova rivoluzione ma, come accade per il resto del mondo tech, in testa ci sono sempre loro: Amazon, Apple e Samsung.


Lo scorso settembre, Amazon ha presentato un micro-onde powered by Alexa, la sua assistente vocale. Il prezzo di vendita del micro onde è di 60$ ma al contempo viene venduto anche il chip (Alexa Connect Kit) che permette ad Alexa di parlare con tanti altri oggetti 

Ad ottobre, Facebook Google hanno presentato il loro dispositivi per la casa che permettono di guardare video, fare/ascoltare musica e altre diavolerie vocali.

L’Internet of Things si sta muovendo in modo velocissimo: è previsto infatti che il mercato mondiale raggiungerà i 1.200 miliardi di dollari nel 2022 (dati Worldwide Semiannual Internet of Things Spending Guide, IDC, 2018)


Bruce Schneier, consulente di sicurezza aziendale, ha posto la questione dell’IoT nel suo libro Click here to kill Everybody. Schneier afferma che i vantaggi dell’industria dell’IoT non vadano di pari passo con sicurezza e privacy. Mettere un computer in ogni oggetto rappresenta un pericolo per la sicurezza delle aziende, piccole e grandi. E gli attacchi rivolti a Facebook e Google dimostrano come neppure i Big ne siano esclusi.

La corsa è inarrestabile, il solo modo di uscirne “vivi” è di avere un sistema di sicurezza solido e continuamente aggiornato.

Intanto, per rimanere informati, su Twitter esiste il profilo @internetofshit (😊).