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Internet of Payments: dispositivi smart, banche e API gli attori

30/03/2018


Dalle smart home alle automobili connesse, i device parlano tra loro, condividono dati e informazioni, prendono decisioni, migliorando la produttività di un'azienda e la qualità di vita dei cittadini.

Le nuove tecnologie digitali diventano sempre più evolute e ridefiniscono i bisogni e le possibilità dei consumatori finali.

Internet of Things e Internet of Payments: numeri da capogiro

Non si può più parlare solo di IoT perchè il numero delle "cose" connesse è aumentato a tal punto (nel 2020 si stima che ci saranno oltre 50 miliardi di oggetti connessi al mondo) che ora la questione si sposta sulla catena del valore.  Si è calcolato che il mercato globale delle M2M varrà circa 27.62 miliardi di dollari entro il 2023. IDC prevede che entro il 2012 la spesa per IoT raggiungerà 1.4 bilioni di dollari (hardware, software, servizi e connettività).


Nel movimento incessante di accelerazione dello IoT, anche il panorama dei metodi di pagamento dovrà seguire l'onda. L'evoluzione si chiama Internet of Payments (IoP), vale a dire, device connessi tra loro che faranno acquisti con un intervento minimo da parte dell'essere umano. Amazon sta già utilizzando pagamenti di questi tipo con Dush Button, idem FitPay, che permette a oggetti smart di diventare carte di credito contactless.

IoP è un protocollo ancora giovane, ma è un settore che può solo crescere e che coinvolgerà sempre più cloud, big data, analytics, blockchain, intelligenza artificiale e biometrica. Un futuro incredibile dove i soldi continueranno ad esistere ma la tecnologia ridefinirà le modalità attraverso le quali effettuare i pagamenti, in modo tale che le persone non saranno più gli attori principali.


Una vita più semplice?

Qualche esempio? Pensiamo ad un acquirente che si trova in un enorme centro commerciale e deve scegliere un frigorifero. La sua banca gli propone sul suo iWatch tre tipi di frigoriferi con pagamento a rate. La persona può autorizzare l'acquisto di uno dei tre elettrodomestici proposti dicendo semplicemente "sì" e il frigo gli arriverà a casa. Oppure una società assicuratrice che monitora lo stato di salute di un cittadino e gli propone quella più adatta e più economica nel momento in cui si trova al massimo del suo stato psico-fisico.O ancora, un'automobile che effettua dei pagamenti (telepass e pieno di benzina quando necessario) o che suggerisce di recarsi dal meccanico con l'indicazione di un guasto ben preciso.  Infine, una stampante alla quale si sta esaurendo l'inchiostro: sarà la stampante stessa ad effettuare l'ordine della cartuccia di ricambio, utilizzando le credenziali linkate al negozio o al sito di e-commerce.

Il ruolo delle banche è fondamentale

Sono le banche ad essere al centro di questa rivoluzione, non limitandosi solo a facilitare il processo di acquisto, ma offrendo servizi, soluzioni innovative per guidare i dispositivi smart, offrire report sulle attività e prevenire conflitti ed errori nelle transazioni. Per fare tutto ciò, hanno bisogno di dati e devono reperirli dalle API. Ce la faranno solo quelle in grado di favorire l'interoperabilità con altre banche (adottando tecnologie come la blockchain) e nuovi sistemi di revenue. I consumatori chiederanno modelli di pricing sulle transazioni sempre più trasparenti e puntuali e le fee potrebbero essere una barriera. Le banche dovranno quindi spostare i modelli di revenue, dalle transazioni al trasferimento dei dati. Dati sul comportamento degli utenti e sugli acquisti e previsioni diventeranno moneta contante.