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Elon Musk e i tre porcellini: il chip di Neuralink.

02/09/2020

Dopo Space X e la collaborazione con la NASA, Musk torna a stupirci, questa volta con una idea tutta terrestre: Neuralink.


È stata presentata a San Francisco, in una conferenza stampa molto ristretta, la nuova idea del miliardario e innovatore Elon Musk. Si tratta di un chip grande come una moneta che la startup finanziata da Musk, Neuralink, ha testato su tre maiali e i cui risultati sono stati appunto presentati in questi giorni.

L'idea è quella di utilizzare un chip (The Link) inserito nel cervello umano con lo scopo di curare malattie neurologiche come perdita di memoria, sordità, paralisi, depressione, ansia, dipendenze, infarti.


La demo presentata ha avuto lo scopo di raccontare i risultati degli studi fatti negli ultimi 4 anni dalla startup americana e di coinvolgere nel progetto nuovi collaboratori. Metodi simili a quello di Neurolink esistono già in commercio ma secondo Musk non hanno portato risultati importanti o si sono rivelati pericolosi.


Musk durante la conferenza stampa ha parlato di telepatia concettuale, di un futuro in cui “l’intelligenza umana e quella artificiale diventano simbiotiche, di “visione aumentata”, di “salvare e rivedere i propri ricordi” e di by-pass per persone paraplegiche e tetraplegiche. Applicazioni interessanti e da sempre negli obiettivi della startup.

Il chip di Neurolink nasce da ricerche evolute e unisce medicina e Intelligenza Artificiale, mostrando a che punto è arrivato il livello di sviluppo della tecnologia di interfaccia neuroni-elettronica e fornendo informazioni fondamentali sull'attività cerebrale, permettendo così alla medicina di avere dati utili per la risoluzione di problemi legati alla spina dorsale e al sistema neurologico. Per il momento l'apparecchio pescano informazioni dalla corteccia cerebrale (dove comunque si trova la parte ritenuta più interessante per le applicazioni pratiche, perché lì hanno sede le funzioni mentali cognitive compresse), ma l’idea è che in prospettiva possa andare anche più in profondità, attraverso una sorta di micro-tunnel nel cervello.

A breve Neurolink procederà con dei test anche sugli esseri umani.