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Distrarsi: you're doing it right

04/11/2016

 

Dopo le innumerevoli tecniche di concentrazione arrivano le inattese tecniche di distrazione

Basta fare una rapida ricerca su Google e soci per incappare in una lunga lista di tecniche di concentrazione e consigli su come focalizzare il compito che dovete svolgere. E siamo certi non ve ne siate fattu sfuggire neanche una: la meditazione, in molte sue forme, un ottimo modo per allenare corpo e mente; la tecnica del pomodoro, una delle più celebri, ideata proprio da uno sviluppatore di software, seguita a ruota, per restare in tema vegetale, dalla tecnica del mandarino; la lettura concentrata che ci aiuta a fissare i contenuti da cui siamo costantemente bombardati; l’esercizio dei piedi suggerito da Olivia Fox Cabane nel suo libro “The Charisma Myth”. E poi ci sono gli innumerevoli siti che vi aiutano a destreggiarvi nel pericoloso universo di internet con le sue infinite trappole.

Lungi da noi voler accrescere la vostra lista di stratagemmi per incrementare la vostra capacità di focalizzare, il nostro obiettivo è ben diverso. Vi hanno mai detto, invece, come impiegare le pause e tutti quei brevi momenti in cui perdiamo per un attimo il controllo di quello che stiamo facendo? Eccovi allora qualche ragionata tecnica di distrazione!

Di che cosa stiamo parlando? È molto semplice: per quanto possiamo applicare le tecniche più efficaci, la tendenza a distrarsi sarà sempre insita in noi. Possiamo ridurre queste distrazioni, addirittura ridurre il desiderio di distogliere l’attenzione da ciò che stiamo facendo, ma fisiologicamente il nostro cervello non potrà rimanere “sul pezzo” oltre un certo limite di tempo. Dunque, invece di vivere in modo negativo questi cali, cerchiamo di sfruttarli a nostro vantaggio con qualche trucco speciale. E sì, vi stiamo dicendo che deconcentrarvi non è per forza un dramma!

Avete mai sentito parlare del “white noise”? Il cosiddetto rumore bianco ha la caratteristica di essere continuo e costante, senza variazioni di frequenze. È assimilabile per analogia al rumore della cappa del camino, della ventola di un bagno, del phon ma anche al suono costante del mare e forse già potreste capire dove stiamo andando a parare. Il “white noise” viene comunemente consigliato per addormentare i neonati: perché? Perché la sua particolare frequenza ci aiuta a rilassarci e agisce da maschera contro le variazioni di rumore esterno. Il vostro cervello è vicino al punto di fusione? Sul sito mynoise.net potrete trovare il vostro personale generatore di rumore bianco e regalare al vostro encefalo 5 minuti di ricongiungimento con l’armonia dell’universo. E se non vi avessimo ancora convinto a utilizzare il rumore bianco per qualche minuto di relax, dovete sapere che la sua particolare frequenza vi aiuta anche a ritrovare la concentrazione!

Testate anche queste 10 ore di riproduzione del suono delle radiazioni cosmiche:

Questo suggerimento, ne siamo certi, vi piacerà. In una recente ricerca di C. Shawn Green della University of Wisconsin-Madison e Aaron R. Seitz della University of California è stato dimostrato che i videogiochi d’azione abbiano dei reali benefici nelle capacità cognitive ad ampio spettro dei giocatori. A livello percettivo questo tipo di videogiochi “ottimizzerebbero i processi visivi di base e migliorerebbero l’utilizzo di strategie per portare a termine un compito”. Non solo, molti di questi videogiochi aiuterebbero a focalizzare l’attenzione, per esempio quando le dinamiche di gioco richiedono di trovare target specifici in vasti scenari zeppi di oggetti distraenti. È stato anche provato che molti soggetti sottoposti ai test si sono rivelati molto più predisposti a portare a termine obiettivi complessi dopo una sessione di gioco. Le ricerche hanno, però, dimostrato che non bisogna eccedere nel tempo di gioco. E questo ci porta a suggerirvi di non abusare di questo consiglio: dedicare una 10 minuti delle proprie pause può, quindi, essere propedeutico per tornare a lavorare con efficacia ed entusiasmo ma non dovete esagerare altrimenti la vostra distrazione diventerà realmente dannosa.

Avete mai sentito parlare della tecnica di meditazione Vipassana? Lo sappiamo, avevamo promesso di non aggiungere altre tecniche di concentrazione a quelle che pullulano nel web. Tuttavia, questa tecnica è perfetta da utilizzare proprio nei momenti di pausa piuttosto che per accendere il vostro cervello. Si tratta di un approccio meditativo insegnato da Buddha e tramandato intatto nei secoli che vi può aiutare con la sua semplicità a liberare la mente. Sarebbe troppo complesso in questa sede descrivervi che cosa c’è dietro l’insegnamento buddista ma vi basti sapere che per metterla in pratica sarà sufficiente rimanere seduti (o sedervi a terra a gambe incrociate nel caso ne abbiate la possibilità), chiudere gli occhi e concentrare per 5 minuti tutta la vostra attenzione sul vostro respiro, ovvero sull’azione meccanica dell’aria che entra ed esce dalle vostre narici. Può sembrare un gioco da ragazzi ma la vostra mente vi smentirà quasi subito bombardandovi di informazioni che non riuscirete ad allontanare facilmente. Dovrete continuare a provare finché la vostra testa non sarà completamente libera da qualsiasi pensiero e l’unica vostra preoccupazione sarà quel flebile flusso d’aria che passa attraverso le vostre narici. Scoprirete ben presto che questa tecnica di meditazione è un ottimo modo per ricaricare le vostre batterie mentali!

Forse il consiglio più semplice: conoscete la regola 20-20-20? Stando tutto il giorno davanti al monitor del proprio PC i vostri occhi possono ovviamente risentirne molto. Fate semplicemente questo esercizio: ogni 20 minuti staccate lo sguardo per 20 secondi dal vostro monito e fissate un oggetto posto a 20 metri da voi.

Che decidiate di adottare uno dei nostri suggerimenti per le vostre pause o meno, ricordatevi che è fondamentale staccare completamente da ciò che state facendo per garantire al vostro cervello un pronto recupero. Distrarsi, come già detto, è inevitabile, dunque perché non farlo in modo costruttivo?