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Da Ups ad Amazon: chi (e come) sperimenta le consegne con i droni

10/04/2017


Le vie dei droni sono infinite. Dalle prime consegne di pizze e pacchi postali ai velivoli autonomi usa e getta. Fino alle basi volanti brevettate da Amazon. Il mercato è ancora all'inizio, ma in pochi sarebbero pronti a scommettere contro i “fattorini del cielo”.

 

 


 

 

Le consegne di Amazon

Delle consegne di Amazon si parla da tanto tempo. L'esordio, anche se in via sperimentale, è arrivato lo scorso 14 dicembre. Jeff Bezos lo ha annunciato in un tweet, nel quale afferma che la consegna è andata a buon fine: dal click della prenotazione alla consegna sono passati 13 minuti. Il drone viene caricato con l'articolo acquistato e vola verso l'indirizzo prestabilito. Atterra, aspetta che l'utente prenda il pacco e torna alla base. Come sarà questa base? Nel breve periodo, i droni agiranno come normali fattorini che partono da un centro di raccolta tradizionale. Ma Jeff Bezos punta (è proprio il caso dirlo) più in alto. Più o meno un anno fa, ha depositato un brevetto. Si chiama Airborne Dulfillment Centers ed è un magazzino volante. Somiglia a un dirigibile che si muove in base alle zone con più ordinazioni. I droni dovrebbero planare (risparmiando energia) per poi risalirebbero fino alla base.  

 

Poste: pubblico e privato 

Amazon, in pratica, prova a fare da sé, affrancandosi dai corrieri classici. Che però rispondono. Dhl, ha iniziato a testare i droni nel 2013. Ups ha optato per un modello ibrido. Il velivolo, autonomo, usa come base di partenza e atterraggio un furgoncino esteticamente simile a quelli già in circolazione. La macchina, quindi, collabora ma non sostituisce il fattorino. Che, nel frattempo, continua a viaggiare (il camioncino non dovrà stare fermo perché sarà comunque localizzato dal drone). Ups risparmierebbe così tempo, carburante e usura degli pneumatici.

Anche il settore pubblico si muove. Dpdgroup, una sussidiaria del servizio postale francese, ha avviato le sperimentazioni. L'obiettivo è fare dei droni un servizio non sostitutivo ma complementare alle consegne tradizionali. I velivoli, infatti, sono destinati alle zone rurali e, in futuro, a isole e aree montane.

 

Non solo pacchi: il caso Domino's

Il settore delle consegne volanti è in subbuglio perché a partecipare sono tutti coloro che fanno parte della filiera. Dai corrieri a chiunque abbia bisogno di recapitare la propria merce: siti di e-commerce, imprese di logistica e (in prima persona) aziende. È il caso, ad esempio, di Domino's. La catena di fast food ha portato a destinazione la sua prima ordinazione dal cielo lo scorso novembre, in Nuova Zelanda. Pizza ordinata e calata dall'alto con un piccolo verricello. Tempo di consegna: 10 minuti, senza dipendere dal traffico o dalle zone della città.  

 

Il drone usa e getta 

I droni, quindi, possono essere efficaci tanto nelle zone congestionate quanto in quelle difficili da raggiungere. In questi ultimi casi, arrivare in volo potrebbe essere vitale. Zipline è una startup che, lo scorso ottobre, ha iniziato a trasportare con velivoli autonomi medicinali e sacche di sangue. Vengono servite alcune zone del Ruanda, con un raggio d'azione di una settantina di chilometri. Otherlab ha lo stesso obiettivo ma una progettazione più estrema. Il drone è super-leggero e costruito con un materiale simile al cartone, biodegradabile. Ha un gps e una batteria leggerissima, per minimizzare il peso e (di conseguenza) massimizzare la capacità di carico. Tutto per un solo obiettivo: il drone ha costi ridotti all'osso perché dovrà essere usa e getta.