Scopri tutti gli articoli e le iniziative nelle varie sezioni del portale

Più consultati


Tags

Così l’IoT cambia le città e le rende più green

13/01/2017


I sensori dell’ Internet of things spingono lo sviluppo delle smart city. Efficienza e risparmio si legano ai target fissati dagli accordi internazionali. E trasformano le città in laboratori

Le applicazioni dell’ Internet of Things sono ancora tutte da scoprire. Quelle più note stanno arrivando nelle nostre case: servizi di sorveglianza intelligenti, assistenti digitali, elettrodomestici connessi. Eppure c'è un comparto, meno popolare ma altrettanto importante: è quello delle smart grid. Secondo Assintel, vale il 25% del mercato dell'IoT italiano (poco meno della smart home, cui spetta una fetta del 27%). Le reti intelligenti consentono, grazie ai sensori diffusi sia nei punti di emissione che di consumo, di rendere più efficiente la distribuzione di energia. Minimizzano gli sprechi e modulano i flussi in base al fabbisogno di singoli quartieri, condomini, appartamenti. Consentono ai singoli utenti di avere un controllo maggiore, individuando le fonti di spreco. Le smart grid, quindi, possono contribuire all'efficientamento dell'intera filiera, dalle utility agli enti pubblici fino ai clienti. Combinano il risparmio ambientale con quello economico. Perché consumare meglio significa anche spendere meno.

Smart city e green IoT

Se si pensa che le smart grid sono solo uno dei campi di applicazione dell'IoT alle smart city, allora diventa più chiaro l'impatto potenziale dell’Internet of Things, sul mondo oltre che sul portafoglio. Gartner definisce i sensori come “il cuore delle smart city”: “Sono diventati un elemento cruciale per raggiungere gli obiettivi legati al cambiamento climatico”. Anche perché, oltre a efficientare, hanno anche il compito di misurare i risultati cui puntano gli accordi internazionali (come quello siglato a Parigi durante la Cop21). Sempre secondo Gartner, nel 2017 ci saranno 380 milioni di oggetti connessi utilizzati per consentire a città e Stati di raggiungere i target di sostenibilità. Un numero destinato a moltiplicarsi: nel 2020 le unità attive saranno 1,39 miliardi: in sostanza, nelle smart city del futuro, un oggetto su cinque sarà usato per limitare l'impatto ambientale.

Mobilità ed edilizia

Il prossimo anno, il 58% dei sensori “green” sarà concentrato in due settori: edilizia e trasporti. La mobilità è uno dei grandi focus dell'IoT. Gli oggetti connessi metteranno in rete l'abitacolo con un sistema di gestione più ampio, che coinvolga l'intera circolazione cittadina: dal ride-sharing ai veicoli elettrici, dai trasporti pubblici alle infrastrutture. L'altra grande sfida è nell'edilizia. La EU Energy Efficiency Directive mira a diminuire il consumo energetico negli edifici pubblici e commerciali del 3% ogni anno. Un obiettivo che passa in buona parte dalla capacità di controllare i sistemi di riscaldamento, raffreddamento e illuminazione (che costituiscono circa il 60% dei consumi). La presenza di sistemi di gestione avanzati, stima Gartner, potrebbe dimezzare il fabbisogno energetico. Come? Usando smart Led e adottando sistemi integrati che bilancino gli impianti in base a temperatura e affollamento degli ambienti. In poche parole: che usi l'energia solo quando serve. 

L'esempio di Chicago

Ad agosto, Chicago ha battezzato Array of Things. Il progetto utilizza 500 sensori, sparsi per la città, che raccolgono dati su ambiente, infrastrutture, rumore. I ricercatori del Computation Institute dell’Università di Chicago analizzano gli elementi raccolti, per fornire agli amministratori e ai cittadini elementi utili per orientare le proprie scelte. L'idea viene spiegata in modo efficace dai suoi promotori: “Array of Things è essenzialmente un fitness tracker della città”. Tiene il polso della situazione per invitare a stili di vita più equilibrati.

Le città diventano laboratori

Non si tratta solo di raccogliere ed elaborare dati: la necessità di raggiungere obiettivi precisi sul piano ambientale sarà un volano di progresso. Bettina Tratz-Ryan, responsabile delle ricerche di Gartner, è convinta che “le città diventeranno l'ambiente ideale per lo sviluppo di nuove tecnologie IoT, che saranno poi adottate dall'industria”. In pratica giganteschi laboratori. “I vantaggi che ne deriveranno – continua Tratz-Ryan – saranno profondi: non si fermano ai target climatici ma consentiranno la nascita di città più verdi e inclusive, nelle quali ogni cittadino potrà conoscere i dati essenziali dell'ambiente in cui vive”.