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ADAMO (senza EVA) ai Musei Vaticani

03/08/2018

Si chiama Arduino Digital Arm Mobile (A.D.A.Mo) ed è l’eccellenza della robotica nel mondo del restauro.

 

Il Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani nasce nel 1935 con lo scopo di restaurare le opere di proprietà di uno dei musei più importanti del mondo.

Fin da allora, il tema conduttore è stato quello di conservare o restaurare tenendo sempre a mente che occorre conoscere prima l’oggetto artistico e sapere di cosa è fatto.

Con lo svilupparsi di nuove tecnologie di analisi e di indagine, le cose sono migliorate, ma la strada da percorrere è la stessa.

Nel Laboratorio non si fa solo diagnosi, ma si prescrive anche la terapia più opportuna per l’opera danneggiata. Si creano nuove sostanze per il restauro e strumenti tecnologici avanzati per definire nuove tecniche o per eseguire tutte le fasi diagnostiche. E su questa strada che è stato sviluppato un robot per le analisi delle immagini.



Il sistema sfrutta una piattaforma hardware dotata di micro-controllore. Il robot lavora con la tecnica dello stitching, cioè la possibilità di aumentare la risoluzione delle immagini: l’area dell’opera viene suddivisa in numerose porzioni e ciascuna di esse viene fotografata e poi analizzata; i file rimontati offrono una risoluzione elevata di tutta la superficie. Il robot calcola anche il numero delle inquadrature necessarie a ricoprire l’intera superficie dell’opera, definisce le coordinate in cui posizionare la testa di misura per eseguirle e gestisce tutta la procedura di acquisizione delle informazioni. E può anche eseguire l’identificazione chimica dei pigmenti.

ADAMO fornisce l’impronta digitale di come l’artista ha concepito l’opera; i tecnici con l’ausilio del robot studiano quadri, affreschi, pitture murali e sarcofagi egizi da diverse lunghezze d’onda, osservando “campi” invisibili a occhio nudo. E le vicissitudine incontrate nella sua vita.

Con il laser a fibra, è possibile pulire le opere senza usare sostanze chimiche che ne pregiudicherebbero l’integrità.  Questo laser può essere usato anche sulla pietra e su tutti gli altri materiali. Il restauro della Cappella Sistina è stata una delle prime applicazioni sistematiche del microscopio a scansione elettronica.