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d-Book: microprocessore e touchscreen oggi

22/11/2019

Federico Faggin, lo Steve Jobs italiano, firma le copie del suo libro Silicio al Forum IAB 2019





Scrivere la mia autobiografia mi ha fatto rivivere le esperienze più significative della mia vita e riflettere sulle molte persone che hanno avuto un impatto importante nel mio percorso. Mi sono così reso conto che ho imparato non solo da coloro che mi hanno voluto bene, ma anche dalle persone che mi hanno osteggiato."

Federico Faggin è lo Steve Jobs italiano, un idolo, un eroe, per tutti gli scienziati e appassionati di tecnologia. Nato a Vicenza e poi trasferitosi nella Silicon Valley, con le sue invenzioni, dal microprocessore al touchscreen, ha contribuito a plasmare il presente che tutti conosciamo. In questa autobiografia racconta le sue quattro vite, dall'infanzia ai primi lavori, dalla controversia con Intel per l'attribuzione della paternità del microprocessore, fino al suo appassionato impegno nello studio scientifico della consapevolezza. Quattro vite densissime, di successi e battute d'arresto, di scoperte e cambiamenti, di amici e nemici, che Faggin ripercorre passo dopo passo e arricchisce di aneddoti riguardanti la sua vita privata e di approfondimenti sulle tecnologie inventate.


"Sono nato a una nuova vita ogni volta che, osservando il mondo da insospettati punti di vista, la mia mente si è allargata a nuove comprensioni. Sono nato a nuove vite quando ho smesso di razionalizzare, ho ascoltato la mia intuizione e mi sono aperto al mistero."

Intervistato dal CdS, commenta l'importanza della sua scoperta

Il microprocessore e il touchscreen, che stanno alla base di tutta la tecnologia che noi abbiamo in mano ogni giorno in oggetti come lo smartphone e il computer, sono sue invenzioni: si era reso conto subito che sarebbero state così rivoluzionarie?

“Mi sono reso conto subito che avrebbero cambiato moltissime cose. Ma devo dire che la realtà ha superato le mie aspettative, non credevo che i microprocessori sarebbero diventati così dominanti: hanno permesso le telecomunicazioni mobili perché il computer nel telefono cellulare è fondamentale. Anche Internet e il telefono intelligente esistono di conseguenza. Neanche gli scrittori di science fiction avevano previsto l’emergere massiccio di Internet. Essenziale è stata l’invenzione della cellularità che si basa sul riutilizzo delle stesse frequenze. Un telefonino racchiude circa cinquanta microprocessori, il meno potente di questi è più potente del primo computer commerciale del 1951 che era grande come un appartamento. Oggi un pezzetto di silicio è diventato l’intero computer. Spesso un sistema intero sta in un singolo chip.”

(Federico Faggin intervistato da Massimo Sideri, Il Corriere della Sera)



L'autore, Federico Faggin (Vicenza, 1941),  è un fisico, inventore e imprenditore italiano e risiede negli Stati Uniti.  È stato capo progetto e designer dell'Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, e lo sviluppatore della tecnologia MOS con porta di silicio, che ha permesso la fabbricazione dei primi microprocessori, delle memorie EPROM e RAM dinamiche e dei sensori CCD, gli elementi essenziali per la digitalizzazione dell'informazione. Nel 1974 ha fondato la Zilog, con cui ha dato vita al famoso microprocessore Z80, tuttora in produzione. Nel 1986 ha co-fondato la Synaptics, ditta con cui ha sviluppato i primi Touchpad e Touchscreen.

Federico Faggin, Silicio. Dall'invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza, 312 pagine, Ed. Mondadori, 2019.