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d-Book: il martello diventa device

15/01/2020

Un saggio filosofico sull’importanza del mestiere di carpentiere nell’era digitale.




La Lezione del legno è solo apparentemente fuori posto in una rubrica, seppur editoriale, pensata per esperti di cultura digitale e di tecnologie. Jaron Lanier è riuscito, con questa sua opera prima, a raccontare l'importanza nell'era digitale di vivere anche in modo solido, parafrasando un po' il titolo originale dell'opera. L' Homo Erectus, una vota liberati gli arti anteriori, mette in campo azioni e le interiorizza e memorizza per potere poi, di generazione in generazione, modificare il mondo e plasmarlo.

Con le nuove tecnologie e con la cibernetica, la tendenza diventa invece quella di esternalizzare, liberando dalla fatica, accorciando i tempi e annullando le distanze. In questo modo però mani e cervello non fanno più "ginnastica"; il corpo si svuota.

Il libro di Lanier sovverte il credo secondo il quale il moderno possa essere solo digitale e incorporeo. Secondo Lanier, il lavoro manuale non è destinato all'obsolescenza e non è inutile rispetto all'avanzata della tecnologia digitale. Al contrario: saranno le sapienze artigianali a fornire alla tecnologia la strada giusta. Il martello ne esce come un device, come un dispositivo, non meno importante di computer o smartphone.

La forza del solido in opposizione all'immateriale.


L'autore, Arthur Lochmann (Parigi, 1982), è laureato in Filosofia e Diritto. È traduttore di saggistica e di narrativa dal tedesco e dall’inglese. Ma è soprattutto un carpentiere, con tanto di titolo e diploma. Questo è il suo primo libro.

Arthur Lochmann, La lezione del legno. Il lavoro manuale e l’etica del fare, (titolo originale, La vie solide. La charpente comme èthique du faire), pagg. 160, Ed. Ponte alle Grazie, 2019.