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Zero Rating tra risparmio e occasioni di sviluppo

20/12/2016



Platform & MarketPlace

Lo zero rating è la pratica grazie alla quale il traffico dati sviluppato dall’utilizzo di determinate applicazioni o servizi non erode il bundle dati disponibile sulla SIM dei clienti, dando a questi ultimi la possibilità di usufruire dei GB di traffico mensili a disposizione in un tempo più lungo e per altre soluzioni. In alcuni casi servizi e applicazioni a zero rating sono fruibili gratuitamente anche senza un bundle dati attivo sulla SIM, quindi senza intaccare il credito disponibile.

Una panoramica internazionale

Si stima che, nel mondo, circa il 45% degli operatori offrano una qualche forma di zero rating.[1]

Le applicazioni più diffuse in questo tipo di offerte sono Facebook, WhatsApp e Twitter: la telco britannica Virgin Media, insieme ai servizi 4G, offre lo zero rating sulle applicazioni di messaggistica di FB, WhatsApp e Messenger, a cui è possibile accedere gratuitamente solo se il tetto mensile dati non è stato completamente eroso.[2]

Ci sono poi anche offerte rivolte a specifici target di consumatori: in Danimarca esistono servizi zero rated per gli anziani; nel mondo islamico servizi analoghi per la lettura e l’ascolto del Corano etc.[3]

TIM e lo Zero Rating


Nel 2016 anche TIM ha introdotto questa pratica, con il brand “Giga Free”, su un insieme di servizi e soluzioni infrastrutturali per aziende, ad es. sul servizio di storage e back up Data Space e su server quali Self Virtual Server, soluzioni disponibili anche qui su TIM OPEN per gli sviluppatori. Per chi ha una SIM TIM l’utilizzo di queste soluzioni non comporta costi per il traffico dati mobile generato.

Precedentemente lo zero rating era stato reso disponibile in ambito Consumer su SkyGo e TIM Vision.

La Net Neutrality

A prima vista, lo zero rating sembrerebbe agevolare i consumatori che possono utilizzare determinati servizi senza dover sostenere costi aggiuntivi per ulteriori GB di traffico[CC1] .

Il tema, però, sta suscitando un notevole dibattito per l’impatto che genera sulla cosiddetta “neutralità della rete”: quando si parla di net neutrality ci si riferisce al fatto che tutto il traffico su Internet deve essere trattato allo stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione, tra l’altro, al mittente, al ricevente, al tipo o al contenuto dei dati.[4]

Regolamentazione ex ante o valutazione ex post ? La visione di Europa e USA a confronto

In Europa le posizioni degli stati membri sul tema sono discordanti (ad es. Olanda e Slovenia hanno proibito questa pratica, che invece è utilizzata in altri paesi dell’Unione, come Germania e Italia) e tale confusione sta arenando la proposta di legge europea sulla neutralità della rete.[5]

Negli USA la Federal Communications Commission con l’Open Internet Order (in vigore da giugno 2015) ha sancito il rispetto della neutralità della rete, vietando il blocco, degrado e prioritizzazione a pagamento nella gestione del traffico, ma valuta lo zero rating caso per caso per verificare se ci si trova in comportamenti anti-competitivi che penalizzano concorrenti o servizi a scapito di altri.[6]

C’è chi sostiene che tecnicamente questa prativa sia una discriminazione del prezzo tra contenuti e non del traffico dato che la gestione dei pacchetti rimane inalterata.

Questo, da un lato, avvantaggia dei servizi a scapito di altri, ma, dall’altro, consente di diffondere la tecnologia e di differenziare le offerte. 

Quest’ultimo aspetto può favorire la competizione tra operatori ed un maggiore coinvolgimento e partecipazione degli utenti, ma può anche essere una barriera all’entrata, impedendo ad altri soggetti, come le start up, di offrire i propri servizi alle stesse condizioni di un operatore mobile.[7]

Abbiamo chiesto a Simone Di Somma, Managing Director della start up innovativa INNAAAS, di darci la sua opinione sullo zero rating e di dirci in quali casi può essere vantaggioso applicarlo. Ecco cosa ci ha detto.


Per una startup come la nostra si tratta di una grossa opportunità. Le sinergie cloud/network che TIM mette a disposizione a sviluppatori come noi sono evidenti: un esempio concreto di un servizio che eroghiamo abilitato dallo zero-rating è la possibilità di inviare video sales summary alla forza vendita di un nostro cliente senza consumare traffico dati. Una WIN-WIN-WIN per TIM che fidelizza il cliente, per noi di INNAAS che offriamo un servizio digitale con contenuti innovativi come il video e per il cliente finale che fruisce del servizio con un prezzo "senza sorprese"."



TIM ritiene che Giga Free sia un’ottima ragione per i developer per valutare lo IaaS TIM.

E voi, cosa ne pensate dello zero rating?

Carolina Costabile

Marketing - Platform & Market Place

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