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PSD2 e nuovi servizi di pagamento: benvenuti nel futuro del banking

16/03/2017


La direttiva 2015/2366/UE, meglio nota come PSD2, è ultimo di una serie di interventi del legislatore europeo in ambito di servizi di pagamento. L’obiettivo è di proseguire nella armonizzazione e sviluppo di un mercato unico integrato, uniformando le regole tra Prestatori Servizi di Pagamento (PSP) e i nuovi soggetti del mercato, contribuendo a rafforzare la sicurezza del sistema e garantendo concorrenza e trasparenza.

PSD2 è l’acronimo di Payment Services Directive 2 . Con la Legge del 12 agosto 2016 n.170 è stata data al Governo delega di adottare il Decreto Legislativo che attuerà la direttiva entro il 16 settembre 2017.


 

Le novità della Direttiva 

La PSD2 nasce per dare certezza regolatoria ad una serie di situazioni non previste dalla prima direttiva sui servizi di pagamento, la PSD che risale al 2007. Il rapido sviluppo dell’accesso via internet ai servizi di pagamento ed ai conti ha richiesto una accresciuta attenzione sui requisiti di sicurezza, di riconoscimento e di tutela degli utenti. Sono negli anni aumentate nel tipo e in frequenza le operazioni di pagamento con stati non UE e quindi sono conseguentemente aumentate le operazioni utilizzanti valuta non UE che richiedono una normativa certa.

PSD2 : nuovi servizi di pagamento e nuovi operatori

Quella che forse è la novità più rilevante della PSD2 per il mercato dei servizi di pagamento e bancari è la previsione di nuovi servizi di pagamento e di consultazione dei conti. 

I nuovi servizi possano essere erogati dai così detti  Third Party Providers (TPP), operatori non necessariamente bancari che agiscono dietro autorizzazione dei loro clienti.

Vediamoli :

  • Payment Initiation Service (PIS) : è il servizio di ‘disposizione di un ordine di pagamento’ ; può essere erogato da un operatore che la normativa identifica come Payment Initiation Service Provider (PISP). La cosa che cambia le regole è il fatto che il conto su cui viene disposto l’ordine di pagamento è detenuto da un altro prestatore di servizi di pagamento (PSP) al quale il PIS potrà accedere per legge senza necessità di alcuna autorizzazione da parte del PSP che detiene quel conto e senza quindi necessità di alcuna relazione contrattuale tra il PIS e tale soggetto.
  • Account Information Service (AIS) : è il servizio di ‘informazione sui conti’; può essere erogato da operatore che la normativa identifica come Account Information Service Provider (AISP). Fornisce informazioni consolidate su uno o più conti detenuti dall’utente presso uno o più prestatori di servizi di pagamento. Anche questo soggetto, come nel caso del PIS può agire liberamente su semplice mandato del cliente titolare del conto senza alcuna relazione con il PSP che detiene il conto

PISP: come funziona

PIS è il servizio di disposizione di ordini di pagamento e PISP il suo provider.

Pensiamo ad un commerciante (utente) che acquista della merce da un suo fornitore (beneficiario del pagamento) Il commerciante si serve della sua banca di fiducia ma ha anche recentemente sottoscritto un nuovo servizio online per i pagamenti via web che sembra semplificargli molto la vita. Aiutiamoci con la figura sotto per seguire i flussi:  il commerciante decide di pagare il fornitore servendosi del nuovo servizio di pagamento online fornito dal PISP.

Cosa succede in pratica ?

Il PISP riceve l’ordine di pagamento dal commerciante; verifica che presso la banca del commerciante  ci siamo i fondi; da ordine poi alla banca di effettuare il pagamento sul conto del beneficiario.

Quindi la transazione avviene come di consueto dal conto del commerciante a quello del beneficiario, ma l’operazione è disposta da una terza parte il nostro PISP che  nel gestire l’operazione non può assolutamente entrare in possesso dei fondi dei cliente.



AISP: come funziona

AIS è il servizio di informazione sui conti online e AISP il suo provider



Torniamo al nostro commerciante. Nel suo business quotidianamente utilizza più conti residenti ciascuno su una banca diversa. Avere una visione aggregata dei conti sarebbe utile ma non è possibile averla se non ricostruendola dopo aver interrogato online i singoli conti per verificarne il saldo.

Il problema si potrà risolvere sottoscrivendo un servizio innovativo con un AISP  il quale grazie alla propria piattaforma software potrà fornire una visione aggregata istantanea di tutti i conti, anche da mobile.

Anche in questo caso l’AISP si pone come intermediario tra il nostro commerciante e le banche di cui è cliente. L’AISP non potrà richiederedati sensibili relativi ai pagamenti ne  immagazzinare dati estranei alle finalità del servizio.  Accederà solamente ai conti a cui è stato autorizzato.

Le terze parti (TPP) chi sono e quali impatti nella value chain

Ad oggi intermediari già presenti sul mercato che possono svolgere il ruolo di TPP sono gli Istituti di Moneta Elettronica (IMEL )  e le  gli Istituti di Pagamento. La attuazione della PSD2 nel nostro ordinamento renderà poi chiaro l’ambito di eventuali nuovi operatori. Il mondo delle startup e fintech è già molto attivo nel mondo dei servizi di pagamento e porterà nuovi attori.

Le nuove figure ed il nuovo modello abilitato dalla PSD2 determinano interrogativi di rilievo oltre che per le banche, chiamate come detto a rivedere i loro processi e i loro business models, anche per i circuiti di pagamento (Visa , Mastercard, ..).

Come abbiamo visto un PISP può tramite le nuove tecnologie offrire al cliente finale soluzioni immediate e user friendly  per accedere ai propri conti e dare disposizioni di pagamento anche real time al PSP che detiene il conto stesso (sia esso una banca o un IMEL o un Istituto di Pagamento) con logiche “direct to issuer” viene a “cadere” il ruolo cardine ricoperto dai circuiti nel garantire l’E2E di una transazione elettronica con carta; di fatto si tende così a bypassare il ruolo svolto attualmente dai circuiti nella value chain.

Proviamo  a descrivere questo scenario con un esempio; supponiamo che un grande supermercato decida di divenire PISP e che una volta autorizzato dall’Ente preposto (ragionevolmente Banca d’Italia) decida di emettere un nuovo strumento di pagamento da destinare ai suoi clienti; il cliente sottoscrive la nuova carta con le stesse logiche di come oggi sottoscrive la carta loyalty dello stesso supermercato; oltre alle informazioni che già oggi fornisce, dichiarerà di volersi avvalere del supermercato come PISP e fornirà quindi i dati del suo conto di pagamento (ragionevolmente un conto corrente)

Una volta che lo strumento carta sarà attivato il ns cliente potrà pagare sui POS del supermercato (ma nulla osta potenzialmente che lo usi anche in altre circostanze al di fuori del supermercato) con la stessa user experience attuale, solamente che la carta inserita nel POS attiverà un dialogo diretto tra il PISP e la banca presso cui il cliente ha il conto e disporrà il pagamento senza transitare dai circuiti;

Le API lastricheranno la strada del successo

PISP e AISP potranno sviluppare i loro servizi grazie alle API (Application Program Interface) che le banche stanno sviluppando per adeguarsi alla PSD2.  Oltre alle API di base (PSD2 compliance) di accesso ai conti potranno essere sviluppate API relative agli analytics, alla identità e di autenticazione per fare alcuni esempi.  


 

La introduzione di una Suite di API rappresenta per le banche una grande opportunità  sviluppo per offrire  nuovi servizi alla propria clientela retail o attraverso i TPP in logica wholesale. In entrambi i casi una governance del modello API è importante per consentire flussi di ricavi nel mondo dei servizi innovativi di pagamento.  Occorreranno alcuni anni affinché il modello sviluppi a pieno il proprio potenziale, alcuni società di consulenza parlando di almeno 15 anni. Chiavi del successo sono la migrazione verso un modello di business ‘platform’ oriented ed un cambio radicale del modello organizzativo incentrato sui concetti di digital banking, data e analytics  .

Sicuramente Startups e Fintech potranno svolgere un ruolo importante nella creazione di nuovi servizi sfruttando le API in ragione della nativa agilità organizzativa e la disponibilità di capitali. Interfacciarsi con il modo bancario che è regolamentato e procedurale richiederà loro la capacità di trovare la giusta modalità di ingaggio che potrebbe vedere vincente il modello cooperativo e meno l’approccio da competitors.

Nella figura: le varie tipologie di API parte di una SUITE

Un caso interessante sulla potenza dirompente delle API riguarda il mondo del trasporto aereo. Ryanair entrando nel mercato fine anni 90 con il modello low cost aveva portato una forte discontinuità distributiva con la introduzione della vendita diretta ed esclusiva dei propri biglietti aerei con un sistema di prenotazione proprietario. Questa esclusiva consentiva una ottimizzazione dei ricavi e tutte le possibilità commerciali derivanti dal cross selling ed upselling di servizi accessori. Ad un certo punto il vettore decise di farsi affiancare nella distribuzione dalle On Line Travel Agencies (OLTA). Tramite le API Ryanair ha aperto l’accesso della propria inventory a nuovi operatori.




 Peccato che le  stesse OLTA una volta iniziata l’attività si misero ad offrire pacchetti volo + servizi alla stregua di Ryanair riuscendo a togliere ricavi alla compagnia sui servizi accessori arrivando addirittura  ad offrire in alcuni casi prezzi più bassi . In questo caso abbiamo un modello cooperativo che diventa competitivo i cui effetti si ritorcono contro chi lo ha messo in piedi.

L’esempio descritto ci aiuta ad evidenziare come il recepimento della PSD2 darà l’opportunità di affermarsi sul mercato a quei soggetti che sapranno, tramite le API, creare anche nel mondo finanziario nuovi servizi componendo in modalità innovativa elementi che fino ad oggi o erano di dominio di un unico soggetto (la banca appunto) o, se presenti in realtà differenti, erano “incapsulate” in silos senza alcuna sinergia

Il futuro del banking è OPEN

La PSD2 introduce con i servizi dei Third Party Providers una radicale innovazione : separa la distribuzione di servizi bancari dalla produzione degli stessi. Apre la porta a nuovi operatori che possono immettere sul mercato servizi innovativi sottostando ad una regolamentazione più leggeraSi può parlare dell’inizio di una nuova era, quella dell’ Open Banking. Le banche oggi come strategia generale offrono tutti i tipi di prodotto a tutti i clienti attraverso tutti i canali. Questa opzione è molto costosa e spesso genera perdite su determinati prodotti / canali / clienti. Per molti operatori sarà una opzione o diventerà anche una necessità strategica focalizzarsi sui segmenti più profittevoli e fare una sorta di  ‘unbundling’ dei servizi meno profittevoli delegandoli ad altri operatori.  In sostanza le banche in quanto detentrici delle licenze si focalizzano sui propri core business e mutualizzano i servizi no core con altri operatori garantendosi flussi di ricavi a copertura dei costi di licenza. Possiamo immaginare in un domani molto vicino a noi di avere a che con operatori che gestiscono negozi o store di servizi finanziari che operano in una logica da broker dove si trovano servizi più disparati che vanno dal pagamento alla gestione degli investimenti in borsa e nei mercati valutari.

La ‘Platformication’ del banking

La piattaforma è un modello operativo plug and play  che consente a diversi operatori (produttori e distributori B2B) di connettersi, interagire, creare e scambiare valore. La piattaforma in se non crea valore da ‘spingere’ sul mercato; sono i partner che creano valore e lo distribuiscono sulla piattaforma affinché altri possano usufruirne. La creazione di community di utenti e produttori è la chiave del successo della piattaforma. A riguardo vale la pena citare Marshall Van Alstyne del MIT autore tra gli altri di Platform Revolution:

‘Products have features. Platforms have communities. […] Platforms beat products every time.”

E’ il ben noto modello di Amazon che mette a disposizione la propria piattaforma di e-commerce ad altri vendor affinché possano usufruire della enorme base di clientidei canali di comunicazionedei sistemi di pagamento. Il tutto congiuntamente con il catalogo gestito direttamente da Amzon.

Il segreto per le banche sta non nel costruire una piattaforma ma nel diventarlo, costruendo relazioni di valore . D’altronde Amazon ha impiegato 15 anni per costruire la propria. Questa potrebbe essere una strada di sviluppo. In definitiva la banca potrebbe intraprendere una strada di Banking as a service in cui, dopo aver definito gli asset non cedibili e “core” del proprio business li monetizza esponendoli e rendendoli accessibili a terzi (es Fintech) che sviluppano soluzioni di pagamento innovative tramite mash up di singoli building block esposti dalla stessa banca




Nell’immagine: le funzioni core che la banca organizzata come piattaforma può monetizzare in servizi offerti in bundle – Fonte immagine Sopra Banking



Per concludere questo breve excursus possiamo dire che la PSD2 porta in se gli elementi per aprire in maniera dirompente il mercato dei servizi bancari. Potranno essere utili le lezioni apprese da settori che sono stati già impattati dalle normative europee come il settore delle telecomunicazioni e quello dell’energia. In particolare la liberalizzazione del settore bancario potrà portare sfide simili a quelle portate nel mondo Telco dai Mobile Virtual Network Operator che nella telefonia mobile offrono servizi dedicati a segmenti specifichi di clientela avvalendosi delle infrastrutture , billing e provisioning di operatori core.

Rimane tuttavia sempre vivo il rischio che i nuovi soggetti che sicuramente nasceranno in seguito al recepimento della normativa siano comunque di estrazione bancaria come è di fatto accaduto nella prima fase di introduzione delle normative riguardanti gli istituti di pagamento e degli IMEL; per evitare situazioni di questo tipo, dove di fatto l’intento di aprire il mercato si manifesta con proliferarsi di soggetti tutti afferenti al mondo bancario da cui ci si vorrebbe affrancare, sarà necessario che le normative di recepimento della PS2 siano molto attente a tutelare ed avvantaggiare i nuovi entranti anche con posizioni asimmetriche proprio come fu previsto al tempo de nuovi soggetti entranti nel mondo della telefonia mobile; se così non sarà è probabile che per nuovi soggetti sarà piuttosto complicato riuscire a cavalcare l’onda delle nuove opportunità che la PS2 indubbiamente reca


Andrea Leggeri e Andrea Quarantini

Digital Payments nel Platform & Market Place Marketing di TIM

Si ringraziamo Sopra Banking  e Sopra Steria ,  PwC Italia , ABI