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Il volo dei droni sul Paese in lockdown

23/04/2020


Ecco come vengono utilizzati i droni per controllare il movimento sul territorio, segnalare atti illegali e aiutare il sistema sanitario.

Come è cambiata la Legge sui droni con l’Emergenza Coronavirus

L’uso dei droni è sempre stato oggetto di controllo e di leggi atte a proteggere la privacy dei cittadini, sia nel caso venissero utilizzati dalle Forze dell’Ordine o dai privati.

Con l’inizio dell’emergenza Coronavirus e la limitazione degli spostamenti, il sistema di controlli da parte delle pattuglie e l’uso dell’autocertificazione sono stati affiancati da un uso più massiccio di droni, consentendone l’uso anche alle Polizie Locali.

In alcuni casi però questa eccezione ha creato non pochi problemi perché ne è stato fatto un uso improprio e c’è stato più di un caso dove il ricorso ai mini-aerei radioguidati non è stato corretto, vuoi per eccessivo zelo o per scarsa esperienza sul campo.

È stato quindi deciso che possono essere utilizzati solo da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, come stabilisce l’Enac (l’Ente Nazionale Aviazione civile).

Come funzionano e cosa controllano?

I droni utilizzati dalla Forze dell’Ordine possono essere di notevoli dimensioni e arrivare a pesare fino a 25 chili. Dotati di termocamere Rgv e utilizzati prima dell’emergenza principalmente per la protezione automatizzata dei siti tecnologici e dei punti critici, dalle centrali elettriche a quelle di telecomunicazione, in questo periodo vengono impiegati anche per i controlli legati all’emergenza Covid-19, affiancandosi a elicotteri e pattuglie stradali. Le immagini raccolte arrivano in real time ai tablet e smartphone della Polizia stradale, che così può andare a colpo sicuro nel luogo dove avvengono attività illegali, luoghi particolarmente inaccessibili che solo i droni possono controllare in modo così puntuale.


Ma i droni non si limitano a segnalare assembramenti: le riprese in alcuni Paesi come l’Inghilterra sono stati poi diffusi su Twitter per mettere alla gogna chi si era spostato senza bisogno o addirittura vengono dotati di altoparlante per ricordare ai cittadini di restare a casa, in alcuni casi come in Cina volando proprio vicino alle teste dei singoli “colpevoli” e rimproverandoli uno ad uno.

I droni sono anche in grado di scansionare folle di persone per monitorare temperatura, battiti cardiaci, tosse e persino la pressione sanguigna. Infatti, è in fase di sviluppo da parte della società nordamericana Draganfly, un drone in grado di eseguire tutte queste operazioni simultaneamente. A questo proposito, la Croce Rossa Italiana ha messo a disposizione i propri droni anche per la consegna di prodotti sanitari urgenti.

 La punta di diamante: lo UAV israeliano Aquila 100

Il drone più performante è quello proposto da una società israeliana, importato in Italia dalla bolognese Eagle Sky Light. Si chiama Aquila 100 ed è un drone di ultima generazione (utilizzato addirittura dalla Casa Bianca). Ancorato a 100 metri di altezza, ha 14 ore di autonomia, non teme neve, pioggia o vento. Il suo occhio vigila anche di notte. La sua super vista passa attraverso il fumo grazie ad una termocamera raffreddata a idrogeno ed è in grado di scrutare l’orizzonte fino a 14 chilometri di distanza. Che ce ne siano pochi al mondo è dovuto anche al prezzo: 1 milione di euro. Attualmente in Italia ce n’è solo uno presso la sede della Eagle Sky Light appunto, a Casalecchio di Reno (BO), inutilizzato perché i costi sono considerati troppo elevati. Ma rispetto agli altri droni, la differenza è abissale, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e le ore di autonomia (la media dei droni più comuni è sotto i 30 minuti).

I droni "invidiosi" dei bagnanti: i casi più famosi delle spiagge di Mondello e di Rimini

I due casi ad oggi più famosi sono stati quelli relativi alla spiaggia di Mondello e di Rimini, dove non solo il drone ha segnalato la presenza di persone distese sulla spiaggia ma, nel caso di Modello,  con l’arrivo dell’elicottero dei Carabinieri, il bagnante è stato costretto ad allontanarsi, spinto in una tempesta di sabbia verso la strada dove avrebbe poi incontrato una pattuglia dei carabinieri (e una multa salata).

 

E il prossimo mese di luglio entrerà in vigore il regolamento per l’impiego dei droni preparato dall’agenzia europea Easa per la sicurezza dell’aviazione. Un’opportunità anche per l’Italia, un’occasione per rafforzare un settore prezioso per l’innovazione e l’economia ed evitare così che la concorrenza straniera possa prevalere.