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IMMUNI: dall'8 giugno disponibile in 4 Regioni italiane

08/06/2020

Un po' in ritardo, per ora solo in 4 Regioni e non utilizzabile su tutti gli smartphone: l'App IMMUNI riuscirà ad essere davvero utile?

Startup su 4 Regioni: app nazionali e regionali

Inaugurazione dell'App di contact tracing IMMUNI, oggi, 8 giugno, in 4 regioni: AbruzzoLiguriaMarche e Puglia. Dopo questa sperimentazione, sarà disponibile su tutto il territorio nazionale a partire dal 15 giugno prossimo. Come avevamo già detto in un precedente articolo, l'App Immuni serve a evidenziare i contatti avvenuti tra le diverse persone e ad avvertirle nel caso fossero state contagiate. Come? Se il cittadino segnala - anche in forma anonima - di essere stato contagiato, chi ha avuto contatti con il paziente verrà avvisato con un messaggio. La registrazione dei contatti avviene tramite bluetooth LE (low emition), così da originare il contatto anche in assenza di copertura dati.

In parallelo all'app nazionale, anche se fortemente contrastate dal Governo, sono sbocciate delle app regionali: allertaLOM (Lombardia); SiciliaSiCura (Sicilia); servizi di telemedicina invece per Basilicata, Lazio, Toscana e Valle d'Aosta.

Le regole

Dopo le preoccupazioni e le polemiche sulla salvaguardia dei dati personali e il timore dei cittadini di essere controllati, le regole sono state definite, mettendo tutti d'accordo.

Niente geolocalizzazione: i dati sulla salute dell'utilizzatore vengono raccolti senza però conoscere la sua posizione; nessuna limitazione o obbligatorietà: scaricare l'app sarà facoltativo; dati anonimi: ovvero, pseudonimizzati, utilizzati solo per finalità di sanità pubblica (il titolare del trattamento è il Ministero della Sanità); tempi di conservazione dei dati: fino al 31 dicembre 2020.


Come la maggior parte delle app di tracciamento lanciate nei Paesi occidentali, IMMUNI è basata sul sistema di exposure notification di Apple e Google, ed è di proprietà dello Stato, così come i server dove sono salvati i dati raccolti. Nell'app non saranno presenti pubblicità

I limiti e i numeri

Se sulla carta l'app può essere installata da tutti (i requisiti hardware sono molto comuni per la maggior parte degli smartphone) non è così automatico per quanto riguarda l'aggiornamento del sistema operativo. Infatti, per scaricare l'app IMMUNI è necessario avere una versione compatibile: per iPhone è la versione 13.5 o superiore (tagliati fuori quindi gli iPhone neanche troppo vecchi come il 6; vanno bene invece le versioni 6s e 6s plus fino ad arrivare alla 11).

Per Google, addirittura 3 i requisiti: Bluetooth Low Energy; Android versione 6 o superiore; Google Play Services versione 20.18.13 o superiore.

Per ora non è previsto un rilascio per gli ultimi smartphone Huawei e Honor, quelli sprovvisti del PlayStore di Google, ma la situazione è im progress.

Secondo i dati rilasciati da StatCounter gli smartphone compatibili con il sistema operativo su cui è stata realizzata l'app Immuni sono il 91% ossia 9 smartphone o tablet su 10 possono installare l'applicazione.

I dati però non tornano: secondo Canalys, nel 3Q 2019 Huawei (per ora impossibilitata a scaricare IMMUNI) ha coperto il 25% del mercato italiano di smartphone.

Ad oggi l'app è stata scaricata da 2 milioni di italiani. Vedremo nei prossimi giorni se i numeri aumenteranno e se gli italiani prenderanno fiducia, limiti tecnici permettendo. Stando alle stime degli esperti, per far sì che sia efficace occorre un download da parte del 65% delle popolazione italiana (quindi circa 40 milioni).